Acqua, cibo, medicine e batterie, tutto il necessario per resistere tre giorni in caso di guerra, disastri naturali o altre crisi. È il piano che la Commissione europea presenterà oggi a Bruxelles. Nel Preparedness Union Strategy si parla di «rischi crescenti e profonda incertezza» per i cittadini europei, a causa di gli eventi meteorologici estremi, le emergenze sanitarie come quella da Covid-19 o quelli provocati da attacchi ibridi e informatici. E poi, ovviamente, «dobbiamo prepararci a incidenti e crisi su larga scala e intersettoriali, inclusa la possibilità di aggressione armata, che colpiscano uno o più Stati membri».
Cinque anni dopo i primi lockdown per la pandemia di Covid-19 e tre dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, il piano della Commissione sottolinea che «nessuna delle principali crisi degli ultimi anni è stata isolata o di breve durata. L’Europa non può permettersi di rimanere solo reattiva».
La strategia europea quindi si può riassumere così: «Ripara il tetto finché splende il sole». Sono le parole usare dalla vicepresidente esecutiva della Commissione Roxana Mînzatu, che oggi presenterà il piano. Secondo la bozza di diciassette pagine letta da Politico, la strategia dovrebbe «creare un’Ue sicura e resiliente, dotata delle capacità necessarie per anticipare e gestire minacce e pericoli, indipendentemente dalla loro natura o origine». Vuol dire che verranno date indicazioni ai Paesi membri per “coprire lo stoccaggio di forniture essenziali, la pianificazione delle crisi, la disponibilità di rifugi, misure per garantire la disponibilità di terreno e spazio critici».
A poche settimane dalla pubblicazione della prima strategia di difesa europea, il Preparedness Union Strategy propone un modello di gestione delle crisi che trae spunto dai Paesi del Nord Europa, in cui la società civile – dai cittadini alle aziende – è sempre coinvolta attivamente nei piani di emergenza. Il piano della Commissione nello specifico trae spunto dalle conclusioni del rapporto Niinistö, che ha dato le sue proposte per migliorare la preparazione dell’Unione europea alla difesa civile.
La “Strategia dell’Unione europea per la preparazione” prevede trenta azioni chiave per affrontare le emergenze. Una specie di kit di sopravvivenza con prodotti ritenuti essenziali, tra cui acqua, medicinali, una torcia, documenti d’identità, fiammiferi e cibo. L’obiettivo è rendere i cittadini europei pronti a uno scenario particolarmente negativo, in cui mancano anche gli aiuti esterni degli alleati: il worst case scenario di una crisi. «Dobbiamo prepararci a incidenti e crisi intersettoriali su larga scala, compresa la possibilità di un’aggressione armata che colpiscano uno o più Stati membri», si legge infatti nel documento. E si segnala anche la necessità di rafforzare «la resilienza dell’Europa di fronte alla violenza armata che potrebbe essere messa alla prova in futuro».
La Commissione aggiunge anche un sistema di stoccaggio europeo in grado di garantire farmaci, batterie di ricarica, prodotti agroalimentari e acqua. E piante che segnalano la disponibilità di rifugi: lo scenario di guerra non è più così remoto. «La consapevolezza del rischio e delle minacce è essenziale per assicurare che tutti i cittadini diventino partecipanti attivi nella prevenzione dei rischi», dice il documento. E bisognerà anche includere il tema «nei programmi di istruzione scolastica e nella formazione del personale docente». La chiave di tutto sarà creare un’Unione europea sempre più attenta e preparata: «La gestione delle crisi dell’Ue è più reattiva che proattiva, la cassetta degli attrezzi è frammentata e le strutture esistenti a livello europeo hanno dimensioni e risorse limitate».