In nome della famiglia e degli amici di Victoria, vorrei ringraziare la Presidente Roberta Metsola, la Vicepresidente Pina Picierno e il Parlamento europeo, che loro rappresentano, per questo gesto simbolico e importante.
Victoria Amelina credeva che l’Europa fosse casa sua. Credeva anche nel primato delle istituzioni, le istituzioni europee. Ecco perché, nel giugno 2022, insieme a Oleksandra Matviichuk, avvocato, difensore dei diritti umani e premio Nobel per la Pace, si è recata a Bruxelles per parlare di giustizia e responsabilità per tutti i crimini di guerra della Russia.
Victoria ha raccontato questa storia nel suo libro incompiuto, “Looking at Women, Looking at War. A war and justice Diary”, uscito solo un mese fa in diversi Paesi del mondo. In un capitolo, descrive cosa significa essere «un ucraino nell’aula 600», la stessa stanza in cui i leader del regime nazista furono ritenuti responsabili di fronte al Tribunale militare internazionale.
Victoria ha scritto: «Sento mio figlio spiegare a mia nipote: questa stanza è importante. Un giorno processeremo russi come loro».
La sala di lettura Victoria Amelina qui a Strasburgo non è il luogo in cui i russi saranno processati. Ma credo che questa sala di lettura sia, a suo modo, un atto di giustizia, per la memoria di Victoria e per tutti gli ucraini le cui voci ha cercato di amplificare attraverso i suoi scritti e il suo attivismo.
Quindi, grazie per questo gesto significativo. E sono certa che Victoria avrebbe voluto che concludessi questo discorso con le parole: Slava Ukraini!