Il gioco delle tre cartePutin non vuole smettere di colpire l’Ucraina, ma prova a non irritare Trump

Il dittatore russo non ha nessuna intenzione di accettare lo stop alle operazioni militari, ma non si è sbilanciato per non chiudere la porta in faccia al presidente americano, il quale però comincia a dare i primi segni di impazienza. Zelensky smonta la furbata del Cremlino

AP/Lapresse

Vladimir Putin non ha aperto al cessate il fuoco di trenta giorni, ma non l’ha neanche escluso. Il dittatore russo ha fatto ciò che sa fare meglio: alzare la posta, complicare il quadro e rallentare il processo negoziale per guadagnare tempo e vantaggi strategici, smentendo tutti i suoi sostenitori italiani che per mesi ci hanno assicurato che a voler impedire la pace fosse il presidente ucraino Volodymir Zelensky.

Durante la conferenza stampa congiunta col presidente bielorusso Alexander Lukashenko, Putin ha affermato di essere favorevole a «fermare le operazioni militari», ma solo se porterà a una «pace duratura» e all’eliminazione delle «cause originarie» del conflitto. Tradotto: vuole che l’Occidente e l’Ucraina accettino condizioni inaccettabili, come la rinuncia definitiva all’ingresso di Kyjiv nella Nato e un ripensamento totale dell’orientamento politico ucraino verso l’Europa. In altre parole, Putin non sta trattando per una tregua, sta cercando di vincere il conflitto a tavolino dopo averlo perso sul campo.

Donald Trump, parlando con i giornalisti seduto alla Casa Bianca accanto al Segretario Generale della Nato Mark Rutte, ha mostrato qualche segno di insofferenza dopo le parole di Putin, spiegando che «molti dei dettagli di un accordo finale sono stati effettivamente discussi. Ora vedremo se la Russia ci sarà e, in caso contrario, sarà un momento molto deludente per il mondo».

Nel frattempo, l’esercito russo ha intensificato le operazioni nell’oblast di Kursk, quella ampia porzione di territorio russo che le truppe ucraine hanno conquistato per centinaia di chilometri quadrati in un’offensiva lampo lo scorso agosto. Giovedì il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver ripreso il controllo della città di Sudzha, un nodo strategico per la regione. Kyjiv non ha ancora confermato ufficialmente il ritiro delle proprie forze, ma l’alto comando ucraino ha segnalato la possibilità di un riposizionamento in posizioni più difendibili. Alcuni analisti l’hanno interpretato come una mossa per favorire i negoziati, ma Putin sembra invece volerne approfittare per negoziare in una posizione di maggior vantaggio. Infatti  nelle ultime ore la Russia ha effettuato trecentotrentaquattro attacchi di artiglieria, ventinove raid aerei. Inoltre ha lanciato centodiciassette droni e un missile balistico, causando numerose vittime civili e militari.

L’arrivo a Mosca di Steve Witkoff, inviato speciale di Trump per il Medio Oriente, potrebbe segnare un punto di svolta nei negoziati. Si specula su un possibile incontro diretto tra Witkoff e Putin, mentre il leader del Cremlino ha lasciato intendere che nei prossimi giorni potrebbe esserci una telefonata con il presidente degli Stati Uniti.

Non sembra così ottimista Zelensky che ha svelato il doppio gioco del Cremlino, affermando che «questo dimostra ancora una volta che la Russia intende prolungare la guerra e rinviare la pace il più possibile». Il presidente ucraino ha ribadito la disponibilità di Kyjiv a rispettare il cessate il fuoco, purché la Russia faccia lo stesso. Cosa che al momento non sembra credibile.

«In questo momento, abbiamo tutti sentito provenire dalla Russia le parole altamente prevedibili e manipolatrici di Putin in risposta all’idea di un cessate il fuoco in prima linea; in questo momento, di fatto, si sta preparando a respingere l’accordo», ha detto Zelensky. «Naturalmente, Putin ha paura di dire direttamente al presidente Trump che vuole continuare questa guerra e continuare a uccidere gli ucraini. Ecco perché, a Mosca, stanno circondando l’idea del cessate il fuoco con delle precondizioni tali per cui o fallisce o si trascina il più a lungo possibile. Putin lo fa spesso: non dice “no” direttamente, ma trascina le cose e rende impossibili soluzioni ragionevoli. Noi vediamo questo come un altro giro di manipolazione russa. C’era una proposta statunitense per un cessate il fuoco incondizionato, in aria, in mare e in prima linea».

Il presidente ucraino ha fatto notare quindi la differenza con la Russia nella ricezione della proposta di un cessate il fuoco. «Noi in Ucraina abbiamo accettato questa proposta», ha spiegato. Poi ha aggiunto: «Abbiamo sentito da parte americana che c’è la disponibilità a organizzare monitoraggio e verifica. E questo è assolutamente fattibile, con le capacità americane ed europee. E durante il cessate il fuoco, per preparare risposte a tutte le domande sulla sicurezza a lungo termine e una pace reale e duratura, e per mettere sul tavolo un piano per porre fine alla guerra. L’Ucraina è pronta a lavorare il più rapidamente e costruttivamente possibile. Ne abbiamo discusso con i rappresentanti degli Stati Uniti, e i nostri partner europei, così come tutti i nostri alleati nel mondo, ne sono a conoscenza. Non stiamo ponendo condizioni che complicano il processo, lo sta facendo la Russia. Come abbiamo sempre detto, l’unica che tergiversa, l’unica che non è costruttiva, è la Russia. Hanno bisogno di questa guerra. Putin ha rubato anni di pace e continua questa guerra giorno dopo giorno. Ora è il momento di aumentare la pressione su di lui. Le sanzioni devono essere applicate, quelle che funzioneranno. Continueremo a lavorare con i nostri partner americani ed europei e con chiunque nel mondo voglia la pace, per costringere la Russia a porre fine a questa guerra».

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