Pubblichiamo il discorso dell’Ambasciatore dell’Ucraina nel Regno Unito, Comandante in capo delle forze armate dell’Ucraina (2021-2024) Valeriy Zaluzhny alla Conferenza sulla sicurezza del centro studi Chatham House, il 6 marzo 2025.
È molto importante essere qui, in questa stanza, e discutere del nostro futuro comune. Vorrei sottolineare ancora una volta che il tempo in cui voi eravate quelli che potevano osservare tutto ciò che accadeva in Ucraina e preoccuparvi per noi è finito.
Alcuni di voi possono aver previsto tutto questo, altri possono aver compreso i cambiamenti che sono avvenuti oggi, questo non ha più importanza. La cosa principale è che dobbiamo capire cosa dobbiamo fare tutti qui e ora.
Cominciamo quindi con la cosa forse più importante da discutere: il concetto di ordine mondiale. Più semplicemente, con l’equilibrio di potere nella politica mondiale. Non c’è tempo né bisogno di parlare di come e quante volte questo ordine mondiale sia cambiato. Torniamo alla Conferenza di Yalta del 1945, dove i leader delle tre potenze vincitrici decisero il futuro del mondo postbellico.
La formazione del nuovo ordine mondiale fu completata il 2 agosto 1945 a Potsdam, dove si decise definitivamente il futuro (almeno per più di quattro decenni). Fu l’inizio di quella che passò alla storia come Guerra Fredda. Quest’epoca si è conclusa nel 1991 con il crollo dell’Urss e la fine del confronto bipolare.
Il mondo ha continuato a vivere per qualche tempo in questo vecchio ordine mondiale, ancora basato sulle fondamenta del sistema di relazioni internazionali di Yalta-Postdam.
Anche in un mondo monopolistico, gli Stati Uniti sono riusciti a mantenere la pace e la stabilità nel mondo con la forza. In alcuni luoghi, la forza è stata sostituita dal denaro, ma il mondo viveva in un sistema stabile. E questo accadeva anche a fronte di un numero crescente di Stati nel mondo che sembravano scegliere il proprio destino.
Tutto è cambiato il 10 febbraio 2007, quando il presidente russo Putin, un anno prima della fine del suo secondo mandato, ha parlato alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Questo discorso può essere considerato un punto di svolta nella revisione dell’ordine mondiale esistente. «Nessuno si sente al sicuro, nessuno può nascondersi dietro il diritto internazionale come un muro di pietra», ha detto.
Forse l’Occidente ha commesso un grave errore di non prestare attenzione agli avvertimenti di Putin e non si è adattato alle nuove sfide che stavano per arrivare, ed è per questo che oggi siamo qui.
Nel 2008 Putin ha iniziato la guerra in Georgia, nel 2014 in Ucraina.
All’epoca disse che la Cina, l’India e altri Paesi in via di sviluppo sarebbero diventati forse le economie più importanti del mondo. Ancora diciotto anni fa Putin disse che il modello unipolare, concentrato di fatto sul servire gli interessi degli Stati Uniti e altri Stati prescelti, non era più valida. Aggiunse anche che la Cina, l’India e gli altri Paesi in via di sviluppo sarebbero diventati le più forti economie del mondo a causa delle trasformazioni.
Forse oggi possiamo vedere come i Paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina stiano cercando di stabilire l’agenda globale.
E l’Ucraina? L’Ucraina si è unita alla mischia con zelo ed è stata in grado non solo di resistere degnamente al nemico, ma anche di dimostrare e difendere la propria soggettività nella formazione dell’ordine mondiale.
È a causa dell’Ucraina, che avrebbe perso l’opportunità di risolvere da sola il problema della guerra nel 2023, soprattutto per i timori dei nostri partner, che la Russia è stata costretta a creare apertamente il cosiddetto l’Asse del Male. Sapete tutti chi fa parte di questo Asse. E nel 2024, quando questi Paesi hanno firmato accordi strategici, ci siamo chiesti se si trattasse proprio di una continuazione della politica di revisione dell’attuale ordine mondiale.
L’Ucraina, naturalmente, ha delle difficoltà di combattere l’asse del male da sola, anche se con l’aiuto degli alleati. La guerra sul suolo ucraino ogni giorno assumeva i tratti di una guerra globale. Le sue conseguenze probabilmente avrebbero potuto essere previsti. Questo vale anche per il giorno di oggi, anche perché né Stati Uniti, né Cina, né Russia, né Europa si sono mostrati pronti per questo tipo di intensità.
Le perdite umane ed economiche in Ucraina, il dispendio di risorse per la guerra, la migrazione, la politica delle sanzioni, la mancanza di energia e di mercati a basso costo e altri problemi sono diventati un enorme peso economico per le economie di tutte le parti coinvolte nella guerra, rallentando il loro sviluppo e creando il rischio di crisi globali.
Dopotutto, la guerra in Ucraina ha praticamente esaurito i “margini di sicurezza” economici e industriali della maggior parte dei Paesi, soprattutto della Russia, degli Stati Uniti e dell’Europa.
Si può quindi affermare che oggi esistono ragioni formali per rivedere l’ordine mondiale. Il punto di partenza di tale revisione, ovviamente, è l’imminente fine della guerra in Ucraina e la formazione di un nuovo ordine mondiale basato sui suoi risultati. In effetti, il vecchio ordine mondiale è oggi quasi completamente distrutto. Ad esempio, oggi è chiaro che la Casa Bianca ha messo in discussione l’unità del mondo occidentale. Inoltre, Washington sta già cercando di lasciare la sicurezza e la difesa dell’Europa sulle spalle dell’Europa, senza gli Stati Uniti.
Tali azioni potrebbero suggerire che la Nato potrebbe cessare di esistere. Una serie di negoziati degli Stati Uniti con la Russia, il cui leader ha ricevuto un mandato d’arresto, dimostra che la Casa Bianca sta facendo sempre più passi verso il regime del Cremlino, sapendo bene che in questo caso l’Europa potrebbe diventare un nuovo obiettivo per la Russia. Un fattore innegabile in questo senso è la decisione, ad esempio, del United States Army Cyber Command di sospendere qualsiasi pianificazione rivolta contro la Russia.
Il fatto che Washington oggi rifiuti di riconoscere l’aggressione russa non è solo una nuova sfida per l’Ucraina, ma anche per l’Europa. E questo già abbastanza per capire che non solo la Russia insieme all’Asse del male cercano di ribaltare l’ordine mondiale, ma anche gli Stati Uniti.
Vorrei richiamare ancora una volta l’attenzione sul fatto che la distruzione del vecchio ordine mondiale sta avvenendo anche sullo sfondo di un rapido sviluppo tecnologico. Possiamo assolutamente affermare che è stata la guerra russo-ucraina a diventare un catalizzatore per lo sviluppo delle tecnologie militari, che probabilmente diventeranno la base della futura sicurezza globale.
Sono proprio questi cambiamenti avvenuti sui campi della guerra russo-ucraina che hanno portato alla crisi globale dell’arte operativa e delle dottrine Nato. Le classiche operazioni su larga scala con un incredibile consumo di risorse non solo hanno perso la loro rilevanza, ma sono diventate addirittura suicide. Ma solo l’Ucraina e l’Asse del Male lo sanno.
Resta da vedere se tutti gli attori che vogliono un nuovo ordine mondiale siano pronti per questo o se abbiano bisogno di un’altra guerra per capirlo.
Quel che è certo è che le scoperte tecnologiche sono avvenute non solo nel settore militare, ma anche in tutti gli altri settori, il che richiederà una ristrutturazione delle economie dei Paesi leader. Di conseguenza sono cambiati la richiesta e le priorità nelle attività minerarie. L’ultima affermazione non vi ricorda qualcosa già accaduto nella storia? Il tempo ce lo dirà.
È l’Ucraina in tutto questo? In questa difficile situazione, è proprio grazie alla sua capacità di resistere durante una guerra su larga scala che l’Ucraina è diventata davvero un soggetto di politica internazionale. Bisogna fare i conti con l’Ucraina. Questo è già chiaro a tutti, anche agli Stati più forti. L’Ucraina non ha perso la sua indipendenza. Nonostante i cambiamenti di strategia dei suoi nemici e le minacce dei suoi amici, l’Ucraina sta combattendo, anche quando sembrava impossibile, e sta sconfiggendo il nemico in modo abbastanza efficace.
L’Ucraina, che piaccia o no, sta difendendo de facto non solo il confine orientale della Nato, ma anche quello dell’Europa, che, per inciso, potrebbe diventare una linea di contatto. Alla luce dei recenti avvenimenti e delle future intenzioni degli Stati Uniti in materia di sicurezza in Europa, nonché dell’impreparazione della Nato ad affrontare la Russia, almeno senza gli Stati Uniti, la posizione dell’Ucraina sta diventando sempre più importante per l’Europa. Certo, l’Ucraina non dispone ancora di armi nucleari, quindi paga la sua libertà con il proprio sangue, ma le sue Forze Armate indicano che, probabilmente nel prossimo futuro (5-10 anni), una nuova architettura di sicurezza europea è impossibile senza l’Ucraina.
Molti altri fattori confermano che l’esistenza di un’Ucraina indipendente oggi è forse il fattore più importante per la sicurezza dell’Europa. Naturalmente, ci sono anche molti fattori intraeuropei che contribuiscono alla sicurezza interna dell’Europa. Ma ora sto parlando dell’Ucraina. Dobbiamo parlare dell’Ucraina: innanzitutto, la condotta della guerra. Senza una chiara definizione della linea di contatto, è impossibile fare appello a ulteriori azioni. Questo, ovviamente, richiede un sostegno maggiore da parte degli europei.
In secondo luogo, se si vuole raggiungere una pace giusta e sostenibile, l’Ucraina deve ricevere reali garanzie di sicurezza. Inoltre l’Ucraina deve sperare in un’equa e completa ricostruzione del Paese, anche a spese del Paese aggressore. Infine nel dopoguerra, l’Ucraina deve essere pienamente protetta dalla propaganda e dal sabotaggio economico russo.
Naturalmente, senza entrare nei dettagli, in questa situazione l’Ucraina deve mantenere la propria soggettività nelle relazioni con gli attori globali. Ciò che richiede è: continuare a insistere sui propri interessi di sicurezza e sulla propria integrità territoriale; evitare di essere merce di scambio in qualsiasi negoziato internazionale; cercare un equilibrio tra gli interessi di Stati Uniti, Unione Europea e Cina, evitando di minare la sovranità; rafforzare la fiducia internazionale nell’Ucraina su tutte le piattaforme internazionali e negli altri Paesi, che è la base per il sostegno politico e finanziario.
E per finire vorrei citare un meraviglioso scrittore canadese, Carl Schroeder. È vivo e vegeto, grazie a Dio. Una volta ha scritto: «Le previsioni non esistono solo per prevedere il futuro, ma per ridurre al minimo le sorprese».