Proseguire lungo la strada del negoziato con Donald Trump, nel tentativo di ridurre, o magari eliminare, i dazi imposti all’Unione europea. Ma contemporaneamente procedere con le contromisure in risposta alle tariffe del 25 per cento su acciaio, alluminio e derivati applicati dagli Stati Uniti. I ministri dei 27 Stati membri dell’Unione europea hanno dato il loro sostegno politico a questa doppia traiettoria al Consiglio Commercio in Lussemburgo. Nel mirino di Bruxelles finiranno prodotti americani per un valore di 22,1 miliardi di euro, quindi di meno rispetto ai 26 miliardi annunciati a metà marzo, a cui saranno applicati contro-dazi del 25 e del 10 per cento.
Lunedì 7 aprile la Commissione europea ha inviato agli Stati membri una doppia lista di 66 pagine con i prodotti che saranno oggetto di tariffe doganali.
La prima lista si riferisce alle contromisure che l’Unione europea aveva già deciso nel 2018 e 2020, in risposta ai dazi imposti dalla prima amministrazione Trump, poi congelate grazie agli accordi con l’amministrazione Biden. Torneranno quindi a essere colpiti i prodotti simbolo Made in Usa come le moto Harley-Davidson e i jeans Levi’s, oltre agli yacht di lusso, al succo d’arancia e al burro d’arachidi.
Dalla lista iniziale presentata il 13 marzo, sono stati depennati i codici doganali corrispondenti a whisky, superalcolici e vino. Trump aveva promesso una ritorsione del 200 per cento su champagne e vini europei se Bruxelles avesse messo un dazio del 50 per cento, come minacciato. L’elenco delle contromisure è stato oggetto di negoziazione tra i Paesi membri, con Francia, Italia e Irlanda che hanno fatto pressione escludere il whisky nel tentativo di proteggere il settore degli alcolici dalle rappresaglie tariffarie di Trump.
Resta comunque una seconda lista per un valore di 18 miliardi di euro, che comprende svariati prodotti: soia, mais dolce, riso, mandorle, succo d’arancia, mirtilli, tabacco, diamanti, uova, noci, filo interdentale, salsicce e pollame, carte da gioco, alcune imbarcazioni e veicoli, tessuti, vari tipi di cosmetici, oltre a prodotti industriali e agricoli, tra cui acciaio e alluminio, elettrodomestici e materie plastiche.
I controdazi europei saranno votati mercoledì 9 aprile dagli Stati membri. Le tariffe saranno applicate dal 15 aprile sui prodotti della prima lista, ha spiegato il commissario al Commercio Maroš Šefcovic. La seconda parte entrerà in vigore 30 giorni dopo. Su alcuni prodotti, come soia, mandorle e noci, i controdazi partiranno invece dal primo dicembre.
La strategia della Commissione resta quella di colpire i prodotti provenienti dagli Stati americani a maggioranza repubblicana, e quindi politicamente sensibili per Trump, per i quali Bruxelles ritiene di avere alternative, provando quindi a non danneggiare troppo l’economia europea. Nel mirino ci sono ad esempio la soia della Louisiana, la carne del Nebraska e del Kansas e i prodotti in legno della Georgia e della Virginia.