Verso IstanbulTrump ha detto che potrebbe partecipare ai colloqui di giovedì tra Ucraina e Russia

Il presidente degli Stati Uniti è arrivato in Arabia Saudita e potrebbe raggiungere direttamente la Turchia. Dall’altra parte, il Cremlino alza i toni contro il «linguaggio degli ultimatum» dell’Europa e non fornisce informazioni sulla partecipazione diretta di Putin

AP Photo/LaPresse (ph. Mark Schiefelbein)

«Non so dove sarò giovedì, ho così tanti incontri, ma stavo pensando di andarci in aereo. C’è una possibilità». Con queste dichiarazioni, rilasciate ai giornalisti presenti alla Casa Bianca prima di partire per l’Arabia Saudita, Donald Trump ha aperto alla sua partecipazione ai negoziati diretti tra Russia e Ucraina di giovedì 15 maggio a Istanbul, in Turchia. 

Il colloquio è stato proposto sabato notte da Vladimir Putin durante una conferenza stampa. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accettato di incontrare «di persona» il presidente russo, ribadendo però l’importanza di un’immediata cessazione delle ostilità, in linea con le richieste degli Stati Uniti, dell’Unione europea e del Regno Unito. 

«Ho sostenuto l’idea di Trump di un cessate il fuoco completo e incondizionato, abbastanza lungo da gettare le basi per la diplomazia. Ho sostenuto il presidente Trump nell’idea di colloqui diretti con Putin. Ho espresso apertamente la mia disponibilità a incontrarlo. Io sarò in Turchia, e spero che i russi non si sottraggano all’incontro. E, naturalmente, tutti noi in Ucraina apprezzeremmo se il presidente Trump potesse essere presente. Il presidente Erdogan può ospitare un incontro di altissimo livello», ha scritto Zelensky in un post pubblicato su X nel tardo pomeriggio di lunedì 12 maggio. 

Intervistato dalla tv di Stato turca, Recep Tayyip Erdoğan ha detto che «Russia, Ucraina, Stati Uniti e Europa sono d’accordo rispetto ai colloqui. Il mio amico Trump vuole finire la guerra tramite la diplomazia e lo sosteniamo. Saremo felici di ospitare i colloqui. Non bisogna sprecare questa opportunità». 

I rapporti tra Kyjiv e la Casa Bianca pare siano entrati in una nuova (e incoraggiante) fase. Ora, il grande punto di domanda riguarda la partecipazione di Putin ai colloqui di Istanbul. Di certo c’è che Mosca sta continuando a bombardare i civili ucraini, dimostrando di non avere la minima intenzione di fermare la sua guerra d’aggressione. Secondo Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino, l’unico format ammissibile del colloquio di giovedì è un dialogo faccia a faccia tra Putin e Zelensky, che non si incontrano dal dicembre 2019. 

Stando all’agenzia Reuters, lunedì il Cremlino ha dichiarato che Putin è intenzionato a raggiungere «la pace» durante l’incontro di giovedì. Tuttavia, il portavoce del presidente russo, Dmitrij Peskov, non ha fornito informazioni in merito alla partecipazione diretta del leader di Mosca. Peskov ha poi fatto riferimento al fallimento del primo round di colloqui di Istanbul, terminati nel marzo 2022, poco dopo l’invasione su larga scala dell’esercito russo. 

«Siamo impegnati in una seria ricerca di soluzioni per una pace duratura», ha aggiunto Peskov prima di tornare ad alzare i toni contro l’Europa. «Il linguaggio degli ultimatum è inaccettabile per la Russia. Non si può parlare in questi termini con noi». Il governo tedesco aveva concesso alla Russia tempo fino alla mezzanotte di ieri per rispettare il cessate il fuoco di trenta giorni, minacciando l’approvazione di nuove sanzioni contro Mosca.

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