Nella notte di mercoledì 24 settembre, nelle acque internazionali al largo di Creta, almeno undici delle quarantatré barche della Global Sumud Flotilla sono state colpite da ordigni sganciati da droni. Al momento non è stata segnalata la presenza di feriti, ma le esplosioni avrebbero danneggiato lo strallo di prua della nave Zefiro e la vela principale della Otaria.
I canali ufficiali della Global Sumud Flotilla, che si trova a circa seicento miglia nautiche da Gaza, parlano di «esplosioni, droni non identificati e comunicazioni disturbate». «Ci stiamo predisponendo in procedura d’emergenza – ha detto Benedetta Scuderi, eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra, in un video pubblicato su Instagram –, ci sono diversi droni sulle nostre teste ma stavolta sono diventati aggressivi».
Scuderi ha aggiunto che i droni «hanno rilasciato materiale urticante su alcune imbarcazioni. Sono anche state mandate tre bombe sonore. Alcune delle nostre radio sono state disturbate e siamo solo all’altezza di Creta». «Stiamo bene, anche se alcune barche sono state danneggiate», scrive sui social Paolo Romano, consigliere regionale lombardo del Partito democratico.
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Secondo gli organizzatori della missione umanitaria, l’attacco sarebbe durato circa tre ore. Stefano Bertoldi, giornalista e skipper di Ultima generazione (Ug), ha detto che «i droni che ci seguono da giorni hanno fatto scoppiare un oggetto esplosivo, hanno fatto cadere il fiocco della barca, siamo a rischio della caduta dell’albero. Ho lanciato il Mayday sul canale 16 due volte».
I primi due attacchi alle navi della Global Sumud Flotilla, diretta verso Gaza per cercare di portare cibo, medicinali e altri beni essenziali alla popolazione civile, erano avvenuti in acque tunisine. Quello di oggi è stato il più intenso finora. Al momento è impossibile stabilire con certezza le responsabilità dell’attacco, ma i vertici della Flotilla hanno dichiarato che «Israele minaccia e terrorizza gli operatori umanitari che trasportano aiuti in acque internazionali».
In una nota, la Farnesina ha scritto che il ministro degli Esteri Antonio Tajani – informato dell’accaduto – ha chiesto all’ambasciata a Tel Aviv di «assumere informazioni e di rinnovare la richiesta già fatta al governo di Tel Aviv di garantire la assoluta tutela del personale imbarcato sulla Flotilla per Gaza, missione che in queste ore è oggetto di un attacco mentre incrocia in acque internazionali a sud di Creta».
In un comunicato diffuso il 22 settembre, il ministero degli Esteri israeliano aveva scritto che «non consentirà alle navi di entrare in una zona di combattimento attiva e non permetterà la violazione di un legittimo blocco navale». Israele ha anche chiesto alla Global Sumud Flotilla di attraccare al porto turistico di Ashkelon, scaricando lì gli aiuti umanitari. Dal 7 ottobre 2023 sono morte più di sessantacinquemila persone palestinesi. L’esercito israeliano è ormai arrivato a tre chilometri dal centro di Gaza City.