La musica è finitaÈ morta Ornella Vanoni

La cantante ha perso la vita a novantuno anni per un arresto cardiocircolatorio nella sua casa di Milano

LaPresse

Ornella Vanoni è morta nella sua casa di Milano poco prima delle 23 di venerdì per un arresto cardiocircolatorio. La cantante aveva 91 anni ed era una delle figure più riconoscibili e longeve della musica italiana, capace di attraversare sette decenni di storia culturale mantenendo una presenza costante, prima come interprete e poi come personaggio pubblico.

Nata a Milano nel 1934, Vanoni aveva esordito nel 1956 dopo essersi formata all’Accademia del Piccolo Teatro con Giorgio Strehler. Le Canzoni della mala, legate all’immaginario della malavita milanese, furono il primo repertorio a darle notorietà e a definire il suo stile espressivo. Negli anni successivi la sua carriera prese una direzione più ampia, avvicinandola alla musica d’autore, alla bossa nova e al jazz.

La sua voce, riconosciuta per la timbrica particolare, divenne rapidamente un tratto distintivo della canzone italiana con brani indimenticabili. “Senza fine”, scritto da Gino Paoli, è uno dei suoi pezzi più celebri, così come “L’appuntamento”, “Tristezza”, “Che cosa c’è”, “Una ragione di più” e “La musica è finita”. Ha collaborato con i più importanti cantautori italiani: Paolo Conte, Fabrizio De André, Ivano Fossati, Lucio Dalla, Renato Zero e Riccardo Cocciante. Negli ultimi anni aveva collaborato anche con musicisti di generazioni più giovani, tra cui Bungaro, Pacifico e Francesco Gabbani. Ha pubblicato oltre cento lavori tra album, EP e raccolte, superando i cinquantacinque milioni di copie vendute.

Vanoni ha partecipato otto volte al Festival di Sanremo, ottenendo un secondo posto nel 1968 con Casa bianca e tre quarti posti in anni diversi. Con Toquinho e Vinícius de Moraes realizzò nel 1976 l’album “La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria”, considerato uno dei punti più alti dell’incontro tra musica brasiliana e italiana. Importanti anche le collaborazioni con George Benson, Herbie Hancock, Gil Evans e Ron Carter.

La cantante milanese ha condiviso spesso con il pubblico dettagli della sua vita privata, trattandoli con una franchezza che negli ultimi anni era diventata parte del suo rapporto con gli spettatori: il legame con Strehler, che aveva segnato i suoi esordi; la storia complessa e duratura con Paoli; il matrimonio con Lucio Ardenzi, che lei stessa definiva un errore maturato in un momento di incertezza. 

Negli ultimi anni aveva parlato apertamente dell’invecchiamento e della fine della sua esistenza, sostenendo di non temere la morte perché avrebbe compreso da sola quando non sarebbe più servita alla vita e la vita non sarebbe più servita a lei. Da ospite fissa a “Che tempo che fa”, Vanoni era diventata una voce regolare e imprevedibile del programma condotto da Fabio Fazio, con interventi in cui alternava ricordi personali, commenti spontanei e riflessioni più meditate.

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