Dicembre si avvicina e sulle tavole delle feste ci sarà un protagonista quasi immancabile: il salmone. Carpacci, tartine, torte salate deliziano i nostri palati. Eppure, questo pesce così amato dagli italiani – i consumi casalinghi del prodottofresco, surgelato, affumicato o preparato sono cresciuti del +27 per cento a volume nella grande distribuzione italiana nel primo semestre del 2025 rispetto al 2024 (fonte: Norwegian Seafood Council) – negli ultimi mesi è stato spesso oggetto di attenzione.
Diverse inchieste, in Italia e all’estero, hanno messo sotto accusa gli allevamenti islandesi e scozzesi di salmone – due delle aree di origine d’elezione assieme a Norvegia, della quale abbiamo parlato qui – mettendo in dubbio il benessere degli animali a causa, in alcuni casi, della moria in di massa dei pesci o di tecniche di allevamento poco rispettose. Non solo, il regista italiano Francesco De Augustinis ha realizzato il documentario “Dying Lochs”: un viaggio nelle terre incontaminate delle Highlands scozzesi, per indagare proprio l’impatto ambientale, sociale e culturale degli allevamenti intensivi di salmone.
Salmon revolution
In questo contesto, c’è una realtà che naviga controcorrente: Salmon Evolution, azienda norvegese che promuove l’allevamento a terra del salmone, con l’ambizione di diventare leader mondiale nella produzione di salmone di alta qualità. Non a caso il suo motto è «the new standard of salmon».
Un motto che è anche una missione: alzare il livello di qualità, di attenzione verso l’ambiente e gli animali e di responsabilità, producendo salmone nel rispetto dell’oceano, garantendo il benessere dei pesci per offrire un prodotto di alta qualità ai consumatori.
La mission, però, prevede una sfida, anche alla luce delle inchieste degli ultimi tempi: dimostrare che l’allevamento di questo tipo può essere innovativo e rispettoso dell’ambiente senza compromettere il gusto o la qualità della materia prima.
Allevamento a terra: acquacoltura responsabile
Una sfida possibile grazie all’allevamento a terra, che prevede che il salmone venga cresciuto in vasche sulla terraferma invece che in gabbie in mare aperto. «Portiamo l’oceano sulla terraferma e creiamo un ambiente habitat naturale. Questo ci permette di avere il pieno controllo sulla qualità dell’acqua, sulla sua temperatura e sulla salute dei pesci. A differenza dell’allevamento tradizionale, il nostro sistema evita l’insorgere di problematiche, come i pidocchi di mare, la fuga degli animali e l’esposizione alle mutevoli condizioni oceaniche», spiega Odd Frode Roaldsnes, chief commercial officer di Salmon Evolution.

«Utilizziamo un terzo di acqua di mare fresca che depuriamo prima di immetterla nel nostro impianto, mentre circa due terzi vengono riutilizzati. Prima di reimmettere l’acqua in mare, la puliamo nuovamente per proteggere l’ambiente. Raccogliamo anche i fanghi, sostanze nutritive che normalmente andrebbero perse nell’allevamento tradizionale, e li utilizziamo per produrre biogas e fertilizzanti, creando una vera economia circolare», racconta Roaldsnes.
Il sistema utilizzato da Salmon Evolution ha un nome preciso – tecnologia ibrida a flusso continuo – e rappresenta un approccio pragmatico: combina l’efficienza dei sistemi a ricircolo di acqua con la semplicità dei tradizionali sistemi a flusso continuo. Una soluzione ideale per l’allevamento di salmone in acqua dolce e che garantisce efficienza, benessere dei pesci e impatto ambientale minimo. Oltre, naturalmente, alla bontà della materia prima. I salmoni dell’azienda norvegese si nutrono, infatti, di mangimi personalizzati. Un’alimentazione che dona al prodotto finale un sapore delicato, un gusto pulito e naturale, con il giusto equilibrio di grassi.
Dalla Norvegia all’Italia
Lo stabilimento principale di Salmon Evolution è situato sulla piccola isola norvegese di Indre Harøy. Qui, sul finire del 2024, Odd Frode Roaldsnes ha incontrato Antonio Pellin, amministratore di Milarex Italia, parte di Milarex, azienda internazionale che offre un’ampia gamma di prodotti di salmone.
Da quell’incontro è nata l’idea di portare il salmone da acquacoltura sostenibile in Italia. Un progetto che ha richiesto alcuni mesi di lavoro e che ha preso ufficialmente il via lo scorso ottobre quando il salmone da allevamento a terra è approdato per la prima volta nei supermercati italiani, precisamente nei punti vendita Esselunga, con il brand di Milarex The Icelander.
«Attualmente abbiamo realizzato due attività promozionali in Esselunga, la prima ad ottobre, la seconda novembre» fa sapere Pellin. «Da inizio 2026 ci auguriamo che il prodotto sia presente in modo continuativo non solo in Esselunga, ma anche in tante altre realtà che hanno a cuore il benessere animale e il futuro dell’ecosistema in cui in viviamo».
La storia di Salmon Evolution ci ricorda quanto l’innovazione conti nel mondo alimentare e quanto impegno, valori e passione possano davvero fare la differenza. Anche nelle acque più agitate è possibile ritrovare la direzione: quella che porta al benessere degli animali, al rispetto del pianeta e al buon cibo.