Il mago del CremlinoSe l’Unione europea crede di essere il Lussemburgo

Giuliano da Empoli racconta come la combinazione tra potere autoritario e manipolazione digitale stia modellando il mondo contemporaneo. Il Vecchio continente rischia di restare passivo di fronte alle sfide internazionali. Auguriamoci che il segnale arrivato sulla Groenlandia sia l’inizio di un cambio di atteggiamento

AP/LaPresse

In occasione dell’uscita nei cinema francesi del “Mago del Cremlino”, il settimanale francese Le Point intervista Emmanuel Carrère e Giuliano da Empoli, rispettivamente sceneggiatore del film e autore del romanzo da cui il film è tratto. Libro e film che parlano essenzialmente, dice da Empoli, di come «un leader con una concezione del potere arcaica, brutale, teatrale, come è sempre esistito nella storia, abbia potuto allearsi agli ingegneri del caos digitale, delle realtà alternative, delle bolle cognitive…», dunque di come «questa terribile accoppiata, un politico brutale e un “tecnico del pensiero”, come chiamano in Russia l’equivalente di uno “spin doctor”, abbia preso il potere in Russia e sia diventata, in fondo, il modello che domina gran parte del mondo di oggi».

Esattamente quel modello, aggiungo io, che attraverso l’Ungheria di Orbán si è fatto rapidamente largo in occidente, prima in Europa e poi in America, portandoci al punto in cui siamo.

Non a caso, per descrivere l’attuale situazione dell’Unione europea, stretta tra Putin e Trump, da Empoli spiega ai lettori francesi il significato del termine italiano pestaggio: «È quando sei a terra, ti prendono a calci e non reagisci. Bisognerebbe rendersi conto del fatto che in ogni caso non possiamo prendere molti più calci di quelli che stiamo prendendo, e che dunque abbiamo interesse piuttosto a cominciare a restituirne qualcuno». Al riguardo, cita il comportamento della Cina e anche del Brasile, che ha mandato Jair Bolsonaro in prigione nonostante le minacce di Trump. «Siamo i soli, in realtà, a comportarci collettivamente come se fossimo il Lussemburgo! Ma Ursula von der Leyen non è la presidente del Lussemburgo, no? Perché, se così fosse, che interesse avrebbero i paesi europei ad avere un mercato unico con regole commerciali comuni?».

Condivido.

Auguriamoci che il segnale arrivato finalmente dall’Europa sulla Groenlandia sia l’inizio di un cambio di atteggiamento. Ma certo, se vogliamo sperare di rialzarci e restituire qualche colpo, o perlomeno smettere di prenderne, dovremo prima di tutto chiarirci con chi sostiene che in realtà Trump, Vance e tutta la combriccola degli oligarchi del web ci stiano pestando per il nostro bene, e dovremmo pure ringraziarli.

X