Lessico familiareAl Teatro Franco Parenti, uno spettacolo racconta i tabù nascosti tra le mura domestiche

Dal 12 al 17 maggio 2026, in Sala Blu, arriva “I Mezzalira – Panni sporchi fritti in casa”, scritto da Agnese Fallongo. Una tragicommedia familiare, a metà tra la commedia all’italiana e il giallo, con le musiche dal vivo di Tiziano Caputo

MEZZALIRA. Courtesy of Teatro Franco Parenti

In casa Mezzalira i segreti non si lavano, si friggono. L’odore resta, si attacca ai muri, torna a galla. È da questa immagine che comincia i “I Mezzalira – Panni sporchi fritti in casa”, in scena al Teatro Franco Parenti dal 12 al 17 maggio. Una tragicommedia che usa il lessico brillante della tradizione italiana e lo piega a un impianto da giallo domestico.

Il protagonista è Giovanni Battista Mezzalira, detto Petrusino. A interpretarlo è Adriano Evangelisti, qui nel ruolo di narratore e corpo vivo di una memoria che ciclicamente, ritorna. La storia familiare scorre come l’olio delle olive raccolte: è vischiosa, scivolosa, capace di far emergere ciò che si è tentato di coprire. I tabù restano tra le mura di casa, ma premono. E quando affiorano, non hanno nulla di liberatorio.

La scrittura è di Agnese Fallongo, in scena insieme a Tiziano Caputo. Le musiche originali, eseguite dal vivo, sono dello stesso Caputo. Parola e suono si alternano e si rincorrono, dando ritmo e anima a un racconto che procede per rivelazioni.

“Panni sporchi fritti in casa” piega il proverbio verso la satira: nella vicenda narrata non c’è pudore, ma una profonda ostinazione nel trattenere tutto dentro, trasformando la gestione del segreto in un esercizio di controllo. È qui che la commedia si incrina e lascia intravedere la struttura del thriller. Le risate arrivano, ma hanno un retrogusto amaro.

Lo spettacolo chiude la “Trilogia degli Ultimi”, un progetto avviato da Fallongo con “Letizia va alla guerra” e proseguito con “…Fino alle stelle!”. Tre lavori legati dalla stessa attenzione alle relazioni complesse, e alle verità che emergono tardi, quando ormai hanno scavato a fondo. L’epicentro della storia non è l’evento in sè, ma la rete di legami che lo rende possibile.

La regia è di Raffaele Latagliata, che aveva già firmato “…Fino alle stelle!”. Un sodalizio che si conferma nella precisione del ritmo scenico e nella scelta di un impianto essenziale. Le scene sono di Andrea Coppi, e i costumi di Daniele Gelsi. La produzione è del Teatro de Gli Incamminati con ARS Creazione e Spettacolo.

Per Fallongo questo titolo arriva dopo il Premio Franco Enriquez 2023 come miglior attrice proprio per “I Mezzalira”, un riconoscimento che ha accompagnato la crescita di un progetto diventato ora il capitolo conclusivo. In scena, la famiglia è un dispositivo narrativo che tiene insieme memoria, colpa e sopravvivenza, e dove il passato è una presenza che chiede spazio.

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