Contro il pregiudizioUn invito ad aderire al pensiero di Massimo Recalcati sul Nuovo Oscurantismo

Il Teatro Franco Parenti e Linkiesta rilanciano il ragionamento dello psicanalista e saggista volto a contenere l’estremismo populista senza avvelenare ulteriormente la nostra vita collettiva. Leggi e sottoscrivi

Unsplash

Di seguito il testo di Massimo Recalcati sul Nuovo oscurantismo su cui il Teatro Franco Parenti e Linkiesta invitano a ragionare, e ad aderire:

L’ondata populista che caratterizza il nostro tempo scaturisce dai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente che hanno surriscaldato il dibattito politico nel nostro Paese facendolo precipitare verso una radicalizzazione dello scontro ideologico che ha costituito di fatto il vero brodo di cultura dal quale è nato il consenso che il generale Vannacci sta ottenendo quasi senza sforzo.

In questa nuova ondata del populismo, c’è una inedita mescolanza tra violenza e ideologia. Si tratta di una miscela micidiale che mette a rischio i presupposti fondamentali del dibattito democratico: libertà di pensiero e di parola, pluralismo, riconoscimento di eguali diritti nel manifestare le proprie opinioni. Basterebbe, in realtà, più semplicemente, assistere a qualunque dibattito politico televisivo dove molto spesso il contraddittorio non esiste o viene utilizzato solo strumentalmente. 

La crisi della democrazia è innanzitutto crisi della possibilità del dialogo tra posizioni differenti senza che venga messa in questione la legittimità degli interlocutori. In questo nuovo populismo, trasversale agli schieramenti di destra e di sinistra, non c’è in gioco né il fascismo né l’antifascismo, quanto una regressione a spinte pulsionali tribali. Per questo l’utilizzo squadrista dei social è divenuta un’arma irrinunciabile. E il ritorno pervasivo del pregiudizio in vesti psico-tecnologiche. Per questa ragione tale regressione ideologica comporta, nel suo vario corteo sintomatico, innanzitutto l’accecamento o l’annebbiamento del pensiero critico.

In una società attraversata da trasformazioni economiche, tecnologiche e culturali senza precedenti, la domanda di complessità viene sostituita dalla ricerca di risposte visceralmente immediate. Il successo di Vannacci avviene grazie a questa regressione che, tra l’altro, ha avuto in molti intellettuali di sinistra dei complici involontari nella misura in cui prodigandosi per la sua demonizzazione hanno contribuito – come spesso accade-all’aumento della sua notorietà e del suo consenso. 

Il problema dell’Italia resta infatti a mio giudizio quello dell’uscita dall’oscurantismo ideologico che le ripercussioni dei conflitti internazionali sembrano avere cristallizzato. È necessario che la destra e la sinistra si riconoscano piena legittimità repubblicana affinché l’estremismo populista sia contenuto senza avvelenare ulteriormente la nostra vita collettiva. La continua separazione tra un “noi” e un “loro” ha impedito in questi anni una effettiva pacificazione sul fondamento della condivisione dei principi di fondo della nostra Costituzione come orizzonte nazionale insuperabile. 

Mentre lo spirito della democrazia impone illuministicamente a ogni supposta verità l’esame critico della ragione, il fanatismo che scaturisce dalla regressione ideologica stabilisce una verità dogmatica che non tollera discussione e che finisce per giustificare persino il ricorso antidemocratico alla censura.

Per contrapporsi a questa deriva pericolosissima sarebbe mai come ora necessaria una difesa bipartisan dei principi illuministici della democrazia capace di fare argine a questa nuova inondazione populista che può solo scatenare intolleranza e violenza.

Massimo Recalcati
Rita Dalla Chiesa
Michele De Lucchi
Antonio Di Bella
Lia Quartapelle
Christian Rocca
Andrée Ruth Shammah

X