In scenaLa satira di Giada Biaggi demolisce i finti intellettualismi della società contemporanea

Dal 14 al 17 luglio la stand-up comedian arriva al Teatro Franco Parenti di Milano con “Summer on a solitary bitch”, uno spettacolo estivo irriverente che demolisce i tic del linguaggio contemporaneo, le fobie d’agosto e le nostre piccole e grandi crisi quotidiane

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In un’epoca storica in cui stiamo già sistematicamente perdendo tutto — dalla fiducia incrollabile nei sistemi democratici alla pazienza investita nelle app d’incontri —, l’unica vera salvezza rimasta sembra essere quella di sedersi al fresco di una sala, sprofondare in una poltrona di velluto e iniziare a ridere delle nostre stesse sventure. È questa la premessa da cui parte Giada Biaggi, pronta a conquistare il Teatro Franco Parenti con un happening di stand-up comedy che promette di essere tanto esilarante quanto spietato nei confronti della contemporaneità.

Al centro del monologo c’è l’estate, con tutti i suoi paradossi e le sue nevrosi collettive. La comica analizza le piccole tragedie che affliggono i mesi afosi: dalla crisi geopolitica del carburante all’insana passione per gli uomini francesi. Due drammi apparentemente distanti, certo, ma accomunati da una drammatica costante materiale: “costano decisamente troppo”. E poi c’è il convitato di pietra di ogni estate: il mese di agosto. Un periodo dell’anno capace di scatenare una specifica e sottile forma di panico esistenziale, del tutto sovrapponibile a quella che tradizionalmente ci assale la notte di Capodanno, tra bilanci fallimentari e l’ansia da prestazione del divertimento a tutti i costi.

Ma il bersaglio più mirato e tagliente della satira di Biaggi è senza dubbio l’impoverimento – o meglio, l’iper-complicazione – del linguaggio contemporaneo, in particolar modo quando attinge a piene mani dal gergo psicologico e relazionale anglofono. Parole d’ordine come healing, closure, boundaries, situationship e red flag vengono vivisezionate sul palco. Si tratta di termini che ci hanno illuso di aver acquisito una superiore consapevolezza emotiva, quando in realtà ci hanno solo trasformato in persone incapaci di dire semplicemente “sono stata lasciata da uno stronzo” senza dover per forza imbastire un intero ed estenuante TED Talk.

Sul palcoscenico del Franco Parenti, la crisi esistenziale viene così sublimata in puro intrattenimento. Biaggi offre al pubblico uno specchio deformante ma comicamente fedele in cui rispecchiarsi. Un rito collettivo da consumare rigorosamente al riparo dalle zanzare, cullati dalla rassicurante consapevolezza che, nel frattempo, da qualche parte sulle spiagge della Versilia, persino un gabbiano sta probabilmente prendendo decisioni di vita migliori delle nostre.

Giada Biaggi. Foto di Giuseppe Paolo

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