
Dattilo, nel nord Ovest della Sicilia, è una strada con le case intorno, una farmacia, una macelleria, una chiesa e un unico bar, l’EuroBar Dattilo. Lo conoscerebbero solo i locali, e gli sparuti turisti che da Trapani passano di lì per andare al tempio di Segesta o a Scopello, se non fosse per i suoi magnifici, unici, golosissimi cannoli con la ricotta grezza e poco lavorata (cioè con poco zucchero).
Da qui è passato anche Carlo Cracco, proprio alla ricerca di questi favolosi dolci che sono un simbolo della regione ma che all’EuroBar raggiungono vette epiche. Lo chef li ha assaggiati e fatti conoscere con la sua serie Dinner Club, ma è da sempre che chi passa dalla frazione di Paceco non può non fermarsi a gustare questo capolavoro di ricotta grezza, poco zuccherata e assolutamente perfetta nella sua simbiosi con la buccia croccante.
Naturale che proprio qui, a Dattilo, si tenga la Dattilo cannolo fest, manifestazione alla sua quinta edizione che riunisce produttori del celebre dolce e che anima la via del paese con bancarelle e assaggi dal 3 al 6 luglio. Meno naturale scoprire che proprio l’EuroBar prenda le distanze dall’evento fin dalla sua fondazione, spiegando sui suoi canali che non solo non sarà alla manifestazione ma sarà chiuso per tutti e tre i giorni della festa. La spiegazione, domandata a gran voce dai tanti che ne chiedono conto sui social, è asciutta e chiara: non sono stati coinvolti dall’organizzazione, nonostante il loro sia indiscutibilmente il cannolo “di” Dattilo. Così scrivono sul loro profilo Facebook a poche ore dall’inizio della manifestazione: «Vogliamo ringraziare i nostri clienti per la solidarietà… Vogliamo condividere uno dei messaggi di affetto: “Mi spiace che nessuno colga l’essenza del problema. Se a Dattilo esistesse una tradizione diffusa del cannolo, con dieci bar che lo producono, e il “cannolo di Dattilo” fosse un prodotto del territorio, come il cannolo di Piana degli Albanesi, allora avrebbe senso organizzare un “Dattilo Cannolo Fest”. Ma il punto è un altro: il cannolo di Dattilo, nell’immaginario collettivo, è uno solo. È quello dell’Euro Bar. La sua fama nasce dalla storia, dal lavoro e dalla ricetta custodita e tramandata da quella famiglia. Chiamare una manifestazione “Dattilo Cannolo Fest” significa inevitabilmente beneficiare della notorietà costruita negli anni dall’Euro Bar e associare quell’evento a una tradizione che appartiene a un’unica attività. E poi mi chiedo: se non ci fosse stato l’Euro Bar, chi avrebbe mai portato uno chef come Carlo Cracco a Dattilo?”».
Rimarranno aperti invece il bar Vultaggio di Fulgatore, una frazione di Trapani, e il bar della gioventù di Napola, una frazione di Erice, entrambi produttori artigianali di cannoli buoni ma non di Dattilo, più mainstream e con la ricotta più zuccherata.
Storicamente rivali, queste sue pasticcerie della zona si popolano soprattutto il martedì, quando l’Eurobar di Dattilo è chiuso per il turno settimanale e i delusi viaggiatori golosi sono costretti a riparare altrove. Il Dattilo cannolo fest è la loro occasione per conquistare clienti e territorio, ma si scontrano col superbo rifiuto del bar di Dattilo di legittimare l’impostura.
Una commedia dolce all’italiana, che la povera cliente Francesca Tondo, su Facebook chiude così: «Delusione totale, siamo venuti apposta in Sicilia per andare ad assaggiare i cannoli, e poi da domani non ci sono alla sagra e nemmeno saranno aperti al bar. Una vera delusione da turista. Tra l’altro abbiamo fatto un giro apposta dell’isola per stare lì quei giorni, veramente assurdo. Una vergogna».
Chissà se all’EuroBar ci ripenseranno almeno per lei.