Camillo di Christian RoccaModelli americani: Tim Kaine per Dario Franceschini

Il leader del Partito Democratico americano è il presidente in carica, Barack Obama. Ma il capo organizzativo del partito, l’unico modello possibile per il segretario del Pd italiano Dario Franceschini, è Tim Kaine. Così come Franceschini è stato indicato da Walter Veltroni, di cui era il vice, anche Kaine è stato scelto personalmente dal gran capo Obama per presiedere il Democratic National Committee.
Kaine appartiene all’ala moderata del Partito democratico e ha un taglio di capelli così grossolano che ai commentatori sembra studiato apposta per voler apparire popolare. L’omologo americano di Franceschini è cattolico e ha trascorso nove mesi da missionario gesuita in Honduras. Nel 2005 è diventato governatore della Virginia, carica che lascerà a fine anno, con una piattaforma smaccatamente centrista. Kaine è contrario alla pena di morte, ma sotto la sua guida in Virginia è stata applicata otto volte e soltanto in un caso la pena è stata tramutata dal governatore in ergastolo. Kaine è contrario personalmente all’aborto, ma non vuole ribaltare la sentenza della Corte Suprema che l’ha legalizzato, anche se nel suo Stato ha applicato molte restrizioni al diritto di interrompere la gravidanza. Il capo del Pd americano è contrario anche a una legge costituzionale che definisca il matrimonio come l’unione tra un uomo e una donna, ma allo stesso tempo è personalmente contrario al matrimonio omosessuale. Come si vede, su quasi tutte le questioni etiche, le posizioni di Kaine sono complicate, spesso contraddittorie, come quelle del Pd italiano.
Il Partito di Kaine però è diverso quanto all’organizzazione. In America non esistono sezioni, non ci sono congressi locali, non c’è vita di partito. Il Partito più che altro è un mega comitato elettorale che a livello nazionale si occupa di raccogliere fondi e organizzare ogni quattro anni le primarie e la convention che nell’estate precedente il voto presidenziale nomina il candidato alla Casa Bianca e approva il suo programma politico.
Veltroni, nel fondare il Partito democratico, aveva flirtato con il modello americano, con l’idea di un partito liquido, senza tessere, senza correnti e guidato da un leader legittimato, come negli Stati Uniti, dal voto popolare espresso con le primarie. Poi ha scelto una via più tradizionale, probabilmente inevitabile vista la tradizione politica italiana. Il mandato ricevuto da Kaine è di alimentare il movimento popolare creato da Obama e di raddoppiare gli sforzi per scovare in giro per il paese candidati non ideologici. Non sarebbe male se lo facesse anche Franceschini.
Christian Rocca

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