Camillo di Christian RoccaModelli americani: Tina Brown per Barbara Palombelli

Nove anni fa, quando non era affatto di moda, Barbara Palombelli aveva un blog. Allora i blog non si chiamavano così. Facebook e tutto il resto non esistevano. Era ancora l’età della pietra di Internet, perlomeno in Italia. Palombelli è stata una pioniera, tra i primissimi giornalisti ad avere un sito personale, l’unica tra i grandi cronisti dell’epoca a tentare di comunicare con il nuovo mezzo. Il blog di Palombelli ha chiuso dopo circa un anno, probabilmente l’esperimento era troppo in anticipo con i tempi e da allora i suoi lettori non sanno più niente delle corse e delle estenuanti file alla Posta per pagare le bollette (avrà fatto, nel frattempo, la domiciliazione?).
Palombelli dovrebbe riprovarci, ora che Internet è negli uffici e nelle case di quasi tutti gli italiani. Il modello è quello di una grande giornalista anglo-americana, Tina Brown, la star indiscussa della contaminazione tra cultura alta e cultura pop. Già direttrice di Tatler, di Vanity Fair, del New Yorker e fondatrice di Talk, a fine ottobre Tina Brown si è reinventata lanciando la rivista online “The Daily Beast”, grazie al finanziamento del magnate americano Barry Diller.
Il nome della testata è una citazione dal capolavoro di Evelyn Waugh,“Scoop”, una magnifica satira degli anni Trenta sulla cialtroneria dei giornali e degli inviati di guerra. “The Daily Beast” era il fittizio quotidiano londinese al centro del romanzo che Tina Brown conosce molto bene, anche perché è stata fidanzata con lo scrittore Auberon Waugh, il figlio di Evelyn (Brown ha una certa passione per gli scrittori: è sposata con Harold Evans, giornalista, saggista ed editore e, in passato, ha avuto una relazione con Martin Amis).
Tina Brown, come Barbara Palombelli in Italia, è un pilastro del mondo editoriale: ha diretto le riviste più affascinanti del pianeta, lanciato le carriere di molti giornalisti e scritto una biografia di Lady Diana. Ora sta lavorando a un libro su Hillary Clinton, ma è la sua nuova creatura, la rivista online, ad averla fatta tornare alla ribalta. “The Daily Beast” è una via di mezzo tra “Drudge Report” (il modello di Dagospia) e una rivista con contenuti seri. Brown ha assemblato un gruppo di dodici giornalisti nel fantastico palazzo newyorchese disegnato da Frank Gehry e ha convinto i suoi amici nel mondo dell’editoria, della politica e dello spettacolo a scrivere per lei opinioni e commenti, pagandoli tra 250 e 500 dollari a post (i post sono i brevi articoli pubblicati sui blog). La partenza è stata fulminante, il sito ha cominciato a fare notizia e ad attirare milioni di lettori ogni mese, anche se ci vorranno almeno tre anni per cominciare a macinare utili. Per le bollette, nessun problema.
Di Christian Rocca

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