Marchionne veste PradaUn giorno in pretura va di moda: il processo John Galliano live su twitter (?!)

Sarà che non mi occupo di giudiziaria e, salvo qualche problema di evasione fiscale e il caso Gucci, quando ero troppo piccola per sapere qualcosa di giornalismo e di moda, gli stilisti non combina...

Sarà che non mi occupo di giudiziaria e, salvo qualche problema di evasione fiscale e il caso Gucci, quando ero troppo piccola per sapere qualcosa di giornalismo e di moda, gli stilisti non combinano mai grossi casini, ma la mia attenzione oggi è stata rapita dal processo a John Galliano che viene riportato, gesto dopo gesto, obiezione dopo obiezione, su twitter dall’account di GQ America.

Se vi interessa è @GQfashion. Al momento (le 17.37) il giudice ha già sentito le parti (con tanto di racconto di John Galliano che avrebbe affogato nell’alcool sia i dispiaceri per la morte del padre sia l’incapacità di sostenere il successo) e tocca al primo testimone.

Sarà che i processi non sono parte integrante della mia vita, nemmeno lavorativa, ma questa nuova versione del live-fashion-trial mi sconcerta un po’. E’ vero: dovremmo essere abituati al voyeurismo giudiziario (noi, con Cogne e compagnia bella; gli americani con O.J Simpson e tanti altri), ma l’attesa di un tweet come fosse un fotogramma della scena di Law and Order è, secondo me, assurda. Eppure molti account twitter legati al mondo della moda stanno seguendo la coverage in diretta (l’account di Gq.com ha oltre 80mila followers, del resto).

Voi che ne pensate?

Se le accuse (di ingiurie razziali, rivolte a 3 querelanti in due occasioni diverse) saranno confermate potrebbe scontare 6 mesi di carcere (anche l’avvocato dell’accusa ha detto che è improbabile una misura di detenzione) e 22mila euro di multa.

Di fatto, la condanna giudiziaria è il meno: Galliano è stato licenziato da Dior, griffe della quale era direttore creativo, ed è stato estromesso anche dal marchio John Galliano.

In merito alla questione delle griffe, viene spontanea la domanda: LVMH aspetterà la condanna per nominare un altro stilista? Per evitare che il designer faccia loro causa a fronte di un’assoluzione? E’ uno dei rumors più diffusi…

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