ManicaLargaE gli Indignati Britannici Portano in Tribunale il Fisco: Troppo Morbido con Goldman Sachs & Co.

"E' ora di mettere alla sbarra l'un per cento". Dalle parole, dunque, si passa ai fatti. Gli indignati di sua maestà non scherzano. Il loro di grido di guerra, comunicato stampa dopo comunicato sta...

“E’ ora di mettere alla sbarra l’un per cento”. Dalle parole, dunque, si passa ai fatti. Gli indignati di sua maestà non scherzano. Il loro di grido di guerra, comunicato stampa dopo comunicato stampa, ha fatto il giro di Londra. L’obiettivo è chiaro: contestare davanti ai giudici dell’Alta Corte i trattamenti privilegiati concessi dall’agenzia per le entrate del Regno Unito a banche e multinazionali come Goldman Sachs e Vodafone.

La relazione “intima” tra i big dell’economia e gli esattori delle tasse costerebbe infatti ai contribuenti ben 25 miliardi di sterline in tributi mancati. Il tutto grazie a piroette assolutamente legali ma fin troppo disinvolte, dicono gli indignati. Specialmente in tempi di austerity. “Il governo – ha detto Tim Street, direttore di UK Uncut Legal Action – sta tagliando i servizi pubblici e il sostegno ai più poveri invece di tarpare le ali ai grandi evasori. E’ un andazzo che deve finire”. Ecco allora che Uk Uncut, ONG militante impegnata fin dalla prima ora a combattere i tagli decisi dalla coalizione, giovedì lancerà un’azione legale contro l’agenzia delle entrate (HMRC). A condurre la battaglia nelle auguste aule della Royal Court of Justice saranno gli avvocati dello studio legale Leigh Day&Co.

Uno dei casi citati è quello della celebre banca d’investimenti. Secondo gli indignati avrebbe risparmiato 20 milioni di sterline. Dopo mesi di tira-e-molla, rivela l’avvocato Richard Stein, l’HMRC ha finalmente delineato il suo ‘punto di vista’ sulla questione con un argomento giudicato “estremamente debole”. Ergo: à la guerre. Il bello è che, in questo braccio di ferro titanico, gli indignati non sono soli. La stessa commissione parlamentare sui conti pubblici ha infatti stabilito che le grandi aziende abbiano ricevuto un “trattamento di favore”. Non solo. Per gli inquilini di Westminster la natura di questi accordi è poi ‘opaca’. “La mancanza di trasparenza rischia di scatenare la percezione che l’HMRC abbia agito in modo improprio o dimostrando povere capacità di giudizio”, recita il rapporto.

I deputati hanno poi usato la mano pesante specialmente nei confronti di Dave Hartnett, grande capo (dimissionario) dell’agenzia delle entrate. Scontro che ha raggiunto toni inusuali per la Gran Bretagna. “Il rapporto – ha commentato un portavoce dell’agenzia – si basa su informazioni parziali e diverse incomprensioni fattuali. L’idea che Dave Hartnett abbia acconsentito a grandi sconti in cambio di un bicchiere di vino e un panino al formaggio è senza senso”. Sulla questione è intervenuto anche Downing Street. “L’HMRC – ha dichiarato il portavoce del premier – tratta tutti i contribuenti con imparzialità”. Frottole, per gli indignati. E a quento punto anche per i parlamentari.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta