ManicaLargaIl futuro è nell’e-commerce. Peccato che Poste Italiane siano allo sbando

Altro che declino inarrestabile. I servizi postali, con l'avvento di internet, saranno sempre più importanti. Se Mail e MMS infatti hanno ucciso le buone vecchie cartoline, la rete - grazie all'e-c...

Altro che declino inarrestabile. I servizi postali, con l’avvento di internet, saranno sempre più importanti. Se Mail e MMS infatti hanno ucciso le buone vecchie cartoline, la rete – grazie all’e-commerce – ha al contempo infuso nuova vita nel servizio consegna pacchi. Peccato che Poste Italiane arrivi malconcia all’appuntamento con la storia: nella classifica dei servizi postali del G20 è infatti 11esima, dietro gli omologhi brasiliani e russi.

“Se poteste vivere dove volete, e aveste il desiderio di spedire un regalo di Natale via posta – dice William Scott-Jackson, direttore del think-ytank Oxford Strategy Consluting (OSC) – quest’anno i posti migliori sa scegliere sarebbero gli Stati Uniti, il Giappone o l’Australia”. L’OSC ha infatti condotto uno studio triennale sui servizi postali delle 20 nazioni più sviluppate al mondo. Scoprendo appunto che le poste americane, nipponiche e australiane sono, rispettivamente, ai primi posti della classifica mondiale. “Nel caso degli Stati Uniti – si legge nel rapporto – l’USPS è finito in cima alla lista grazie all’efficienza operativa e al favore accordato dal pubblico”.

“Lo studio – si legge ancora nel documento – ha ad esempio accertato che ogni dipendente full-time dell’agenzia consegna un numero di lettere cinque volte superiore rispetto a un collega della privatizzata Deutsche Post”. I tedeschi, ad ogni modo, sono al quinto posto della classifica, subito dietro ai coreani e davanti alla britannica Royal Mail e alla francese La Poste. “Poste Italiane – recita il rapporto – ha fatto segnare un declino significativo in efficienza e consegna delle lettere nel periodo compreso fra il 2007 e il 2010 causando l’arretramento alle spalle di Russia e Brasile”.

Il rapporto prende in esame tre indicatori chiave: l’accesso ai servizi vitali, l’efficienza, performance e favore del pubblico. Nel primo valore l’Italia è quarta e fa segnare un incremento degli uffici postali di un punto percentuale. Nello stesso periodo la posta di sua Maestà ha tagliato gli effettivi del 15% ed è nona in classifica. Le buone notizie però finiscono qui. Poste Italiane infatti fa male in termini di efficienza. Nel triennio il valore relativo a pacchi e lettere consegnati in rapporto alla forza lavoro è diminuito, rispettivamente, del 30,7% e del 10,8%.

In termini totali, a ogni impiegato è associata la consegna di 162 pacchi: il valore più basso dopo i 46 fatte segnare dalle poste saudite (in America siamo a quota 2.633, in Korea 8.919). L’Italia è quindi al 14esimo posto in classifica generale. “Questo – dicono all’OSC – spiega perché l’indice di favore del pubblico e delle performance è calato del 16%”. Il che equivale al 15esimo posto su 19.

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