L’agente MormoraKony 2012: può un video cambiare la storia del mondo?

Può bastare la forza emotiva e violentissima di un cortometraggio quasi artigianale a fermare un esercito di terroristi? Forse sì, c'è chi ci crede. Date un'occhiata a questo video virale che ha ...

Può bastare la forza emotiva e violentissima di un cortometraggio quasi artigianale a fermare un esercito di terroristi? Forse sì, c’è chi ci crede. Date un’occhiata a questo video virale che ha ottenuto circa 50 milioni di visualizzazioni su Youtube, molti endorsement e qualche critica:

Un giovane regista americano, grazie all’associazione Invisible Children, racconta al mondo il dramma dell’Uganda: un “esercito di ribelli”, al soldo di un certo Joseph Kony, rapisce bambini e bambine rendendoli schiavi sessuali o ancora guerriglieri. Invisible Children ha dunque come scopo quello di diffondere la voce sul disastro in corso e fare in modo che i governi del globo si muovano per arginare l’infanticidio. Entro il 31 dicembre di questo anno il video sarà cancellato dal web, non è una minaccia: è una speranza. L’idea forte è che, per quella stessa data, anche Kony possa essere definitvamente archiviato. E che l’infanzia in Uganda torni un “mestiere” libero.

We are storytellers. We are visionaries, humanitarians, artists, and entrepreneurs. We are a generation eager for change and willing to pursue it. With a U.S. headquarters in San Diego, CA, our programs rely on talented staff, hundreds of committed volunteers, and thousands of young activists who want to use their voices for peace. We also have offices in Uganda and the Democratic Republic of Congo. These offices in Gulu and Dungu are primarily managed and operated by staff from LRA-affected communities.

Intanto il video virale è stato visto da quasi 50 milioni di abitanti del mondo, Obama si è mobilitato inviando delle truppe (di addestratori) a supporto dell’esercito ugandese. Eccola, l’idea della compagna «Kony 2012»: farlo diventare famoso come i candidati alla Casa Bianca. Le cifre hanno un senso: “20” sono i personaggio famosi (come Clooney e Zuckerberg), 12 gli influenti politici americani mobilitati (o da mobilitare) a sostegno della causa. La notte del 20 aprile si vorrebbe tappezzare ogni città di cartelloni e volantini. “Make him famous” sarà lo slogan per far luce.

Forse la storia si fa per immagini ed ora le immagini fanno la storia, è un sollievo poterci sperare. Chi conosce dettagli in più sulle vicende del Centro Africa si faccia sentire, raccontando che cosa stia accadendo. Fate la vostra parte.