Altro Che SportIl basket italiano che non riesce a essere uno sport mediatico

  Negli ultimi giorni, in 2 occasioni, il basket italiano di vertice ha avuto meno attenzione mediatica di quanta ne riceve di solito. Una volta non è stata colpa sua: giovedì 12 aprileè stata la...

Negli ultimi giorni, in 2 occasioni, il basket italiano di vertice ha avuto meno attenzione mediatica di quanta ne riceve di solito. Una volta non è stata colpa sua: giovedì 12 aprile

è stata la Rai che non ha trasmesso in diretta Cantù-Siena. Ma l’altra volta, domenica 15 aprile, be’, gli amministratori dei siti web della Lega e della LegaDue hanno avuto qualche responsabilità.
E soprattutto nel primo caso si è trattata di una sorta di autogol, o meglio di autocanestro, perché Cantù e Siena sono le 2 squadre al vertice della classifica di Serie A e hanno dato vita alla miglior partita vista tra squadre italiana negli ultimi 15 anni – perlomeno a sentire uno che ne capisce, Dan Peterson.

La mancata trasmissione del 12 aprile l’ha raccontata Tiziana Bottazzo sulla Gazzetta dello Sport del 14 riportando le giustificazioni di Eugenio De Paoli, direttore dei 2 canali Rai Sport. In sintesi, la partita di basket era in contemporanea con la gara 4 della finale scudetto dell’hockey su ghiaccio tra Bolzano e Valpusterla… e i funzionari Rai si sono trovati di fronte ad alcune scelte: trasmettere le 2 partite in alternanza, qualche minuto di qua e qualcuno di là; oppure passarne una su Rai Sport 1 e l’altra su Rai Sport 2; oppure trasmetterne una in diretta e l’altra in differita nella notte.
Ecco, hanno scelto questa, considerando che l’hockey aveva la precedenza perché era una partita potenzialmente decisiva. E infatti lo è stata, visto che il Bolzano ha vinto match e titolo. Però hanno raccolto meno appassionati di hockey rispetto al potenziale di interesse dell’evento (42˙097 spettatori di media, ovvero lo 0,15% di share, secondo i dati Auditel) perché la trasmissione non era stata messa in precedenza in palinsesto. A sintonizzarsi sulle reti Rai a quell’orario, ingolositi dall’annuncio in palinsesto, c’erano gli appassionati basket, che però quando non hanno visto i loro beniamini se ne sono andati imbufaliti – e soltanto 20˙355 in media, per uno share dello 0,18%, sono stati quelli che sono tornati la sera a vedersi la differita.

L’altro scivolone mediatico lo ha raccontato Massimo Oriani sulla Gazza del 16 aprile. Nel pomeriggio del 15, lui aveva acceso la radio per sentire gli aggiornamenti delle partite in corso su TuttoBasket, senonché c’erano notizia disponibili soltanto da 3 campi: Cremona, Treviso e Caserta. Tutte le altre, sia A sia di LegaDue, mancavano. Ma in effetti a mancare erano i siti web delle due Leghe.
Il commento di Oriani è amaro: «Diretta web? Non scherziamo, dai! Mica siamo in America»… quell’America dove anche le partite meno importanti delle principali leghe professionistiche sono trasmesse da tv locali, nazionali e talvolta anche internazionali, e soprattutto possono essere viste in tutto il mondo tramite internet.

Ci sarà un motivo se quasi ogni evento sportivo proposto in America riesce a suscitare l’interesse di milioni di tifosi globalizzati, mentre in Italia anche i massimi eventi di quasi ogni disciplina sportiva passano quasi sotto silenzio.

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