FlashforwardIo c’ero, una volta.

La persona dell’anno del 2011 secondo il settimanale Time è stato “The Protester”. Le proteste, le rivolte, la folla di Piazza Tahrir, occupy Wall Street… i corpi dei manifestanti hanno riempi...

La persona dell’anno del 2011 secondo il settimanale Time è stato “The Protester”.

Le proteste, le rivolte, la folla di Piazza Tahrir, occupy Wall Street… i corpi dei manifestanti hanno riempito gli schermi televisivi e dei computer di tutto il mondo. Il numero dei pixel dei monitor sembrava non sufficiente a coprire la densità delle folle. Nella società liquida il corpo umano sembra rivendicare la propria solidità e poter dire:io c’ero!

Gli esseri umani, per ora, hanno ancora piacere nel partecipare fisicamente a happening autocelebrativi siano queste manifestazioni, spettacoli, feste, pellegrinaggi o eventi sportivi. Portare il proprio corpo e il proprio volto in un determinato posto rappresenta ancora un atto di testimonianza d’insostituibile valenza simbolica e l’emozione di partecipare a un evento dal vivo sembra ancora un’esperienza non surrogabile. Per ora.

In realtà i grandi eventi collettivi con migliaia di corpi che si accalcano al grido di “Io Siamo” sono sfidati dal pensiero verde e da altre «minacce».

In nome del green lifestyle si potrebbe arrivare a dire “Perché andare a quel concerto, a quella partita o a quella manifestazione in una determinata città immettendo enormi quantità di Co2 con migliaia di mezzi di trasporto, rischiare incidenti stradali, produrre gadget che vivono un solo giorno, sporcare luoghi che occorrerà pulire consumando altra energia etc…

Insomma manifestiamo o partecipiamo da casa!

La visione a distanza (la tele-visione) da decenni permette di vedere altrove e in tempo reale gli accadimenti in ogni parte del mondo ma non permette di testimoniare il fatto di essere spettatori. È uno strumento che riceve un flusso unidirezionale d’informazione. Il televoto ha rappresentato in embrione quello che potrebbe accadere in futuro.

Tele-Manifestare, tele-partecipare, tele-protestare.

Il web permette di farlo.

Considerando che importanti quote della nostra esistenza stanno progressivamente slittando su Internet, i vantaggi nel tele-partecipare ad eventi, che oggi acquistano significato in quanto svolti dal vivo, sono numerosi:

1. si abbassa l’inquinamento prodotto per il viaggio che si compierebbe per raggiungere il luogo dell’happening;

2. non si deve richiedere l’autorizzazione a nessuno per “occupare una piazza” virtuale;

3. possono partecipare anche le persone che sono temporaneamente o permanentemente impossibilitate ad uscire da casa;

3 a. le dinamiche demografiche mostrano come nel futuro la popolazione sarà sempre più anziana;

3 b. siamo e saremo sempre più pigri;

4. non si rischiano conflitti con altri soggetti avversi alla manifestazione;

5. è pulito, non sporca, non danneggia cose;

6. è indipendente dalle condizioni atmosferiche e da scioperi dei mezzi di trasporto;

7. è immune dal contagio delle pandemie sempre in agguato (meno si starà in mezzo alla folla meglio sarà);

8. non crea nessun disagio nel mondo reale;

9. si abbattono drasticamente i costi di organizzazione e dell’ordine pubblico;

10.si eliminano i grandi assembramenti di persone e di conseguenza si eliminano ghiotti bersagli per qualunque forma di terrorismo.

Chissà se assisteremo allora alle consuete discrepanze sul numero delle adesioni alla tele-manifestazione fra i promotori dell’happening e i numeri forniti, in questo caso, dalla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni.

Quanto tempo è passato dal «popolo dei fax» dell’Italia dei primi anni ’90 o da quando, per votare una canzone, i presentatori invitavano i telespettatori a tele-votare il loro gradimento attraverso l’accensione delle luci di casa traducendo i watt consumati in voti. Altro che green lifestyle. Io c’ero.

/ Angelo Zappalà

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