CongiunturaL’Europa mette in guardia Monti: «Servono altri sforzi»

Se qualcuno ancora pensava che l’emergenza fosse finita, forse ora dovrà ricredersi. Il Financial Times ha ottenuto un documento della Commissione europea nel quale si fa il punto sul processo di c...

Se qualcuno ancora pensava che l’emergenza fosse finita, forse ora dovrà ricredersi. Il Financial Times ha ottenuto un documento della Commissione europea nel quale si fa il punto sul processo di consolidamento fiscale dell’Italia. Se da un lato vengono lodate gli oltre 100 miliardi di euro di misure dal maggio 2010 a oggi, dall’altro si ricordano gli impegni di Roma per riportare a un livello sostenibile il debito pubblico. Fra queste, un surplus primario del 5% «nel medio termine». Vale a dire che l’Italia deve spendere, su base annua, meno di quanto incassa, al netto degli interessi, per diversi anni.

La sfida non è facile. Il presidente del Consiglio Mario Monti sta tornando dal roadshow in Asia ostentando sicurezza, ricordando che la crisi italiana è finita, che i conti sono stati messi in sicurezza. Ma qualcosa non torna. Il documento della Commissione Ue, di cui si è discusso nell’ultimo summit di Copenhagen, non lascia spazio all’incertezza. Secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi) nel 2011 l’Italia ha prodotto un avanzo primario dello 0,9%, mentre nel 2012 si prevede che possa al toccare quota 1,6 per cento. Solo fra 2013 e 2014 si potrà superare il 5%, secondo la lettera che il governo di Silvio Berlusconi inviò all’Ue nello scorso ottobre. Troppo ottimistico? Forse. Le preoccupazioni di Bruxelles sono mirate ai prossimi anni. Se è vero che dal novembre scorso a oggi l’accesso ai mercati obbligazionari da parte dell’Italia è andato via via migliorando, portando i tassi del titoli di Stato decennali intorno al 5%, è altrettanto vero che è pur sempre un livello che nel medio termine non è sostenibile.

Poco prima di Natale Monti ribadì che «l’Italia ha il miglior surplus primario d’Europa». Facendo un rapido confronto con le compagini europee tramite i dati Eurostat, il presidente del Consiglio non ha torto. Ma poco importa alla Commissione Ue, dato che le richieste per mettere in sicurezza Roma sono ben altre. «Una drastica riduzione della spesa pubblica è fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati», ricorda Bruxelles. E questa, ancora una volta, manca.

– UPDATE:

Intorno alle 11:30 il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha escluso nuove misure di austerity per l’Italia.

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

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