Marta che guardaPerché un libro è sempre e per sempre poesia

Io non ho particolare nostalgia dei tempi "antichi", non riesco più nemmeno a capire come si faceva prima (a lavorare, comunicare, sapere) quando non c'era internet, figurarsi quando non c'erano ne...

Io non ho particolare nostalgia dei tempi “antichi”, non riesco più nemmeno a capire come si faceva prima (a lavorare, comunicare, sapere) quando non c’era internet, figurarsi quando non c’erano neanche i computer.

Da quando ho l’iPhone ne sono diventata schiava (anche se me ne vergogno un po’), l’iPad è il mio oggetto del desiderio e ho di recente scoperto pure la meravigliosa comodità di usare il navigatore che ti guida con voce amica quando ti sei persa detro un groviglio di strade ignote.

Non mi manca il fruscio dei vinili, il nastro delle cassette che si incastrava nel registratore (che nervi!) e grazie agli mp3 pedalo per la città con mille canzoni nelle orecchie, che altro che con i cd.

Non sono nemmeno contraria agli ebook, perché credo che sia meraviglioso poter viaggiare per il mondo (non è il mio caso, purtroppo, ma ho una buona capacità di immedesimazione) portandosi dietro un’intera biblioteca dentro una tavoletta di un etto e mezzo.

Però accidenti quanta incantevole dedizione c’è dietro alla costruzione di un libro vero, fatto di carta, inchiostro e colla, quanta passione, quanto lavoro, quanti odori e profumi, quante mani, quanta poesia.

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