Colpo di taccoDel Piero, Inzaghi e Nesta, il transito di una generazione

Ricordo ancora l'odore dell'inchiostro sulle mani, quando in terza media, durante l'ora di religione, scattava il fantacalcio. Era un dovere morale dal quale chi come me seguiva il campionato non...

Ricordo ancora l’odore dell’inchiostro sulle mani, quando in terza media, durante l’ora di religione, scattava il fantacalcio. Era un dovere morale dal quale chi come me seguiva il campionato non poteva esimersi. Un rito che nasceva e si chiudeva con l’unico intento di costruire squadre con le quali non ci saremmo mai sfidati, solo ed esclusivamente per il gusto di tirarci aste immemori, fantamiliardo su fantamiliardo (ebbene sì allora c’era la lira). E alla fine, era quasi impossibile riuscire a mettere insieme quei tre: Nesta, Inzaghi e Del Piero…

L’urlo di Inzaghi, il suo ultimo verso la curva rossonera, pone il sigillo tombale su quegli anni, anni in cui si facevano (passaporti e) carte false per venire a giocare nel nostro campionato. Ricordo squadre fortissime, ricche di campioni: Rui Costa, Veron, Batistuta, Baggio, Maldini, Zidane, Nedved, Schevchenko, Ronaldo, Nesta, Weah… gente che adesso starebbe due spanne sugli altri. L’esempio vivente di quanto affermato è il capitano nerazzurro Javier Zanetti, che oramai quarantenne, insegna calcio una domenica si e l’altra pure…

Erano anche gli anni del doping, gli anni in cui ognuno di noi imparava a schierarsi, io ad esempio sono sempre stato dalla parte del boemo coraggioso e del suo “pensavo che smentisse…”, altri tuttora sostengono la tesi delle tre stelline…

E sì, che anni fantastici che erano… anni in cui era da tutti accertato come dato oggettivo, il fatto che una rovesciata potesse durare dalle due alle tre settimane, a seconda di chi fosse l’autore (Oliver “Holly” Hutton o Mark Landers), del piede che colpiva la palla (quello infortunato o quello temprato dagli allenamenti col mare in tempesta), da chi provenisse l’assist (il povero ragazzo infartuato figlio di papà Julian Ross o il più giovane partecipante ad un campionato Danny Mellow), dell’allenatore maestro di vita (un tentato suicida brasiliano o un vecchio ubriacone di periferia)… ma soprattutto erano gli anni in cui ognuno di noi guardava Mila e Shiro, senza alcun timore che gli altri potessero mettere in dubbio il proprio orientamento eterosessuale…

*Titolo e foto provengono da uno post su facebook di Szoter Retozs che ringrazio sentitamente per essere stato l’inconsapevole (ed indiretto) ispiratore di questo pezzo…

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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