Dire, fare, baciare, lettera, pubblicità e comunicazioneFootball e pubblicità.

C'é una cosa che mi ha sempre sorpreso. Il calcio, il football per i veri intenditori, non é mai stato uno sport molto cinematografico, il connubio tra pallone e settima arte ha raramente fatto nas...

C’é una cosa che mi ha sempre sorpreso.

Il calcio, il football per i veri intenditori, non é mai stato uno sport molto cinematografico, il connubio tra pallone e settima arte ha raramente fatto nascere indimenticabili capolavori. Anzi, a volte, ha partorito dei veri e propri attentati al bulbo oculare. Non so la ragione di questo, forse la lunghezza delle partite, la difficoltà a rendere realista una partita di pallone senza che sembri un balletto inanimato.

Comunque, quello che é vero per il cinema non é vero per la pubblicità, dove invece le grandi marche di abbigliamento e accessori sportivi hanno saputo creare piccoli gioielli di 30″ o anche di più e che sono restati negli occhi di milioni di appassionati e non.
Chi non ricorda il mitico Eric Cantona rialzarsi il bavero della sua maglietta mentre pronuncia il suo micidiale “au revoir” prima di calciare il pallone che trascina il mostro/portiere all’interno della sua porta a conclusione di un’azione spettacolare condivisa con altri campioni, tra cui Ronaldo e Maldini, nella sfida tra il bene (i campioni) e il male (i mostri).

http://www.youtube.com/watch?v=vvvL46DgH8Y

Oppure, qualche anno dopo, sempre per la NIke, lo spot della gabbia, in cui squadre di 3 campioni, tra cui Figo, Ronaldo e Thierry Henry si ritrovano su una barca abbandonata per giocare un torneo di calcio a 3 dentro una gabbia, appunto, con l’immancabile icona Cantona (homo pubblicitarius molto amato) che lascia letteralmente il pallone da una botola che da l’inizio alla sfida.

http://www.youtube.com/watch?v=LgdcC1Bi0ZI

Insomma, pubblicità e pallone sembrano andare d’amore e d’accordo, soprattutto quando ci sono i grandi mezzi. Ma non é sempre cosi’, anche perché una volta che la corsa al rialzo degli effetti speciali occorre ritornare ai fondamentali della creatività, all’idea di base, insomma.

Ed é quello che ha fatto la Samsung, con il suo ultimo film per presentare il suo Galaxy Note edizione speciale per i giochi olimpici di Londra. Utilizzando ovviamente il più british e il più glamour dei campioni di football, David Beckham.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Xn8jkyu88bw

Che questa volta non si trova su una portaerei alla deriva in ambiente street e destroy, ma in uno studio di registrazione o fotographico, insomma in un ambiente asettico. Con dei palloni che David comincia a calciare verso un muro di tamburi, con la sua proverbiale precisione.

L’effetto é soprendente.

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