ElleBoI 5 stelle:«Doniamo i rimborsi elettorali». Il consiglio regionale emiliano boccia la proposta (tranne la Lega)

«Invito i gruppi assembleari a sollecitare le rispettive segreterie politiche per dare la rata che si pagherà a luglio del 2012 dei rimborsi elettorali alle popolazioni colpite dal terremoto». La r...

«Invito i gruppi assembleari a sollecitare le rispettive segreterie politiche per dare la rata che si pagherà a luglio del 2012 dei rimborsi elettorali alle popolazioni colpite dal terremoto». La richiesta è stata avanzata, nel consiglio regionale dell’Emilia Romagna, da Giovanni Favia, Movimento 5 stelle, ai propri colleghi che però hanno “gentilmente” bocciato la proposta nonostante l’emergenza che sta mettendo in ginocchio la loro regione.

E’ accaduto al consiglio regionale di mercoledì scorso mentre era in corso la comunicazione della giunta presieduta da Vasco Errani sul sisma di tre giorni prima. Favia prende la parola proponendo una risoluzione per donare una rata dei rimborsi elettorali regionali alle popolazioni terremotate: «Penso che veramente possiamo dare il messaggio di una politica diversa che fa dei gesti concreti e non solamente delle chiacchere», spiega.

Ma davanti ad una richiesta che tocca i portafogli dei propri partiti anche la solidarietà per le popolazioni terremotate vacilla, a tal punto che la risoluzione di Favia viene bocciata senza vergogna. Dal Pd si parla di «speculazione» politica su un tema «che riguarda i soldi dei partiti». Sulla stessa linea di bocciatura anche SEL – Verdi che richiamano ad una presunta «responsabilità individuale». L’unico appoggio alla proposta del Movimento 5 stelle è arrivato dalla Lega Nord, la quale ha sottolineato che la destinazione dei rimborsi elettorali alle popolazioni terremotate ha «una priorità maggiore rispetto a quella che è la destinazione “naturale”». Contrari anche il Pdl, l’Italia dei Valori e la Federazione della Sinistra.

E’ purtroppo il solito epilogo: anche davanti ad una tragedia, la politica risponde in maniera inopportuna, mostrandosi sempre più lontana dalla vita quotidiana dei cittadini e guadagnandosi, a pieni voti, ancora una volta il titolo di “casta”.

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