A Taranto, il rieletto sindaco Stefàno brinda alla vittoria. Nei pantaloni tiene una pistola, una rivoltella emerge dalla cintola. «Troppa disinvoltura, un sindaco sceriffo lo abbiamo avuto già negli anni Novanta», commentano i redattori di WeMag – acuto giornale locale.
Nel capoluogo jonico, Ezio -pediatra in ospedale e sindaco uscente- ha vinto con 51 mila voti, circa il 70%. Mario Cito, figlio di Giancarlo (di cui tanto abbiamo detto), si è fermato a 22 mila voti, il 30%, con un cartello di liste di estrema destra alleate dell’immancabile At6.
Stefàno è un vendoliano di ferro, ed il Governatore pugliese si è impegnato in prima persona facendo saltare il banco delle primarie di coalizione. Era sostenuto da Pd, SeL, UdC, IdV, e altre liste civiche. Fermi al palo, già dopo il primo turno, il Popolo delle Libertà e l’outsider Bonelli.
Del tema ‘sicurezza’ si è in verità parlato poco in campagna elettorale: il sindaco – c’è da dire – pare aver risolto il problema a modo suo. Anche nel corso della festa per il trionfo al ballottaggio in compagnia dei sostenitori. Di cui – evidentemente – si fida poco.