BridesheadL’Euro ha poco a che fare con l’Europa…

«L'Euro ha poco a che fare con l'Europa. Per l'Europa è importante mettere in primo piano altri progetti, riguardanti interessi comuni. Questo peraltro - detto tra parentesi - tornerebbe vantaggios...

«L’Euro ha poco a che fare con l’Europa. Per l’Europa è importante mettere in primo piano altri progetti, riguardanti interessi comuni. Questo peraltro – detto tra parentesi – tornerebbe vantaggioso anche per quelli che sarebbero in grado di entrare nell’unione monetaria, poiché esiste una grande probabilità che il temerario esperimento fallisca. Il che potrebbe accadere al più tardi quando i prevedibili oneri cui i membri del “nucleo duro” dovranno far fronte sopratutto nel campo delle pensioni investiranno i loro bilanci pubblici. Il “patto di stabilita’” , non c’è dubbio, funziona solo in teoria. E se dovesse effettivamente verificarsi il fallimento dell’Euro, allora a rispondere del mucchio di cocci che resterà sul terreno dovrebbero essere i suoi inventori, e non l’Europa». Ralf Dahrendorf era un liberale tedesco che – ancora in calzoni corti – ebbe il coraggio di sfidare le leggi naziste, sperimentando la galera. La sua lunga esperienza Londinese come direttore della London School of Economics e poi come membro della Camera dei Pari rese ancor più solido il suo liberalismo, facendogli apprezzare l’importanza delle consuetudini e delle pratiche nel sostenere le libertà politiche. Per questo divenne nella maturità un “europeista scettico” – e non un euroscettico, ci teneva a sottolineare – che guardava con apprensione all’esperimento della moneta unica che stava per partire. Rileggere oggi le sue considerazioni sull’Euro, pubblicate nel 1997, ci aiuta a riflettere con lucidità sui limiti e sulla fragilità di un progetto che nel frattempo e’ divenuto realtà, e che tutti a questo punto abbiamo interesse a difendere. Mettere da parte riflessioni come quelle di Dahrendorf o di Tony Judt, sul futuro dell’Europa, non e’ affatto saggio. Di scettici ragionevoli come Dahrendorf e Judt avremmo dannatamente bisogno oggi, stretti come siamo tra i rigurgiti nazionalisti e il rifiuto di mettere in discussione le certezze di un europeismo di maniera.

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