CongiunturaLo spread secondo Citigroup? A quota 600 entro fine anno

Mario Monti doveva essere il deus ex machina dell’Italia. E lo ha lasciato intendere anche nell’intervista che stasera ha rilasciato in esclusiva a Piazza Pulita su LA7. Ma forse, gli investitori l...

Mario Monti doveva essere il deus ex machina dell’Italia. E lo ha lasciato intendere anche nell’intervista che stasera ha rilasciato in esclusiva a Piazza Pulita su LA7. Ma forse, gli investitori la pensano in modo differente. E fanno bene a pensarlo. Un anno fa il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato italiani con scadenza a dieci anni e i corrispettivi tedeschi era di 157 punti base. Oggi, dopo un doloroso cambio di governo e dopo la ristrutturazione del debito della Grecia in mano ai creditori privati, lo spread fra BTP e Bund si è attestato a 418 punti base. Questo è il punto da cui bisogna partire.

Ieri Willem Buiter, capo economista di Citigroup, ha pubblicato un interessante report sull’economia globale. Buiter non è uno sprovveduto. Nella sua carriera è stato a lungo nel Monetary Policy Committee della Bank of England e la sua reputazione internazionale non ha bisogno di presentazioni. E lo scenario che tratteggia per l’eurozona non è quello dei più rosei. Se Buiter preconizza l’uscita della Grecia dall’euro il primo gennaio 2013, e forse questo è uno scenario verosimile ma poco plausibile, ce n’è un altro ben più vicino a noi. Il grafico qui sotto credo che parli da solo, specie perché è uno dei più positivi finora pubblicati dalle banche d’investimento. E non vale stupirsi. L’unico atto concreto compiuto d dal governo Monti è stata la riforma delle pensioni. Su tutti gli altri fronti, gli investitori stanno ancora attendendo risposte. Con buona pace dei roadshow, come quello asiatico, fatti nei mesi scorsi. (Da notare che il quadro preso in esame da Citigroup è quello base, come se tutto fosse cristallizzato a oggi, ndr) 

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

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