Leggo su Prospero, blog dell’Economist, che esiste un progetto di arte urbana partecipativa a Vila Brâsilandia, nella periferia di São Paulo.
Diretti dal collettivo spagnolo boa mistura, gli abitanti della favelas ridipingono le piccole e tortuose straduzze del loro quartiere con colori vibranti e parole di speranza (detta così, suona davvero banale, ma datevi un’occhiata alle foto, splendide).
Sul sito di boa mistura la gallery completa.
Il progetto, come leggo, è volto a rafforzare i vincoli umani all’interno delle comunità più povere di São Paulo, inspirando così un senso di orgoglio e appartenenza fra i giovani artisti improvvisati.