Asterischi06/06/(20)06: l’anima satanica del cinema

Quando i film vengono ricordati per altri meriti e non per la loro fattura, c'è evidentemente qualcosa andato a male nelle viscere dell'opera. Oggi ricorre l'anniversario dell'uscita di Omen – Il ...

Quando i film vengono ricordati per altri meriti e non per la loro fattura, c’è evidentemente qualcosa andato a male nelle viscere dell’opera. Oggi ricorre l’anniversario dell’uscita di Omen – Il Presagio (2006) di John Moore, remake dello splendido Il Presagio (1976) di Richard Donner, che ci torna in mente solo per la sua campagna di marketing che volle far uscire la pellicola il 6 giugno del 2006, cioè 6-6-6, The number of the beast, come ci ricorda un noto album degli Iron Maiden. Ma non c’è altro.

Il buon John Moore gioca sull’effetto traino della straordinaria pellicola di Donner, che tra l’altro gode di un Gregory Peck immenso, ma l’effetto diventa boomerang quando ci si accorge che il paragone non regge. Trattare i bimbi di satana (o bimbi che soggiaciono satana o bimbi che pretendono di essere satana) è un’operazione complessa con cui si sono cimentati innumerevoli registi. Insomma il rischio di fallire è abbastanza alto.

La pubblicità sarà l’anima del commercio, come si diceva una volta, ma non salva i film dal loro collasso. Omen ebbe una splendida campagna lancio, godette di un predecessore cult (tra i film satanici Il presagio è quasi al livello de L’esorcista (1973) di William Friedkin), fu incorniciato da una locandina veramente azzeccata, ma non mantenne niente. Un sepolcro malamente imbiancato, si direbbe.

Tutto questo perché il male non si compra. Dell’altro splendido film, invece, ricordiamo ancora l’atmosfera ansimante e perversa, il senso di male che pervade la realtà e contemporaneamente la illumina con la sua banalità e innocenza.
Satana farà pure le pentole, ma almeno non si vende.

Filippo Grasso

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