neofitismiAttento ai nemici, ma ancora di più agli amici

Si può scrivere un blog mentre sei all'estero e non parlare della lingua?! No, soprattutto dopo che il post di ieri mi ha fatto pensare alle particolarità tutte francesi nel lessico amoroso. Per ev...

Si può scrivere un blog mentre sei all’estero e non parlare della lingua?! No, soprattutto dopo che il post di ieri mi ha fatto pensare alle particolarità tutte francesi nel lessico amoroso. Per evitare di fare la figura dei lumaconi assatanati, tenete sempre presente che in francese ciò che si riferisce all’amore è elevato di un livello rispetto al corrispondente italiano.

Tanto per cominciare i «falsi amici»: non è sono solo una categoria lessicale, ma sono «falsi» per davvero. Certo, esistono parole come fiancé, ma lo dici proprio solo nel caso in cui tu abbia già l’anello al dito. Di solito il moroso è chiamato petit-ami. E fin qui, basta studiarlo. Poi però entra in gioco la passione transalpina per gli acronimi e le abbreviazioni, per cui il petit-ami resta, semplicemente, mon ami. Cioè «il mio amico»: ma se lo dici così, senza specificare, tutti pensano a un amico speciale. A complicare ulteriormente le cose c’è il femminile: mon amie. Nello scritto la «e» in fondo fa capire che stai parlando di un’amica, ma la pronuncia è identica a quella dell’amico maschio un po’ speciale.
Anche se dite copain i francesi pensano istintivamente al compagno di vita, non a quello di scuola, che invece si dice camarade. Termine che, tra l’altro, indica anche il nostro «compagno» con il pugno chiuso, per la felicità di tutti gli antifascisti.

Il trucco del livello successivo si applica anche alle azioni. Embrasser non vuol dire «abbracciare», ma «baciare». Una volta imparato questo potreste chiedervi, allora, cosa significhi il verbo baiser: non sono dei fan dei sinonimi, baiser è… avete indovinato? Sì, «scopare». E non è nemmeno il modo più educato per dirlo.

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