Tempesta di cervelliBenedetto 16, il top-player: due foto disgustose

Che il Milan e l'Inter avessero bisogno di un miracolo lo sapevamo, ma che arrivassero fino a tanto non lo potevamo immaginare. Ieri mattina facendo colazione al bar vengo attirato dalla prima pa...

Che il Milan e l’Inter avessero bisogno di un miracolo lo sapevamo, ma che arrivassero fino a tanto non lo potevamo immaginare.

Ieri mattina facendo colazione al bar vengo attirato dalla prima pagina de “La Gazzetta dello Sport”. Una duplice foto è la cornice del titolo d’apertura. Milano è sotto i riflettori di tutta Italia e di mezzo mondo perché per tre giorni ospiterà la visita del Papa. A fare da contorno come spesso accade nel nostro Paese ci sono mille polemiche: troppi soldi spesi, non è il caso in un momento del genere, l’ipocrisia della Chiesa. Ad essere sinceri però le polemiche sono di meno rispetto a quelle che hanno accompagnato la Parata della festa del 2 giugno: non capisco il perché.

A San Siro il Papa chiama in adunata i fedeli. Lo stadio è pieno. Sullo sfondo una bandiera enorme della pace. Ad un certo punto arrivano Javier Zanetti e Franco Baresi (capitano dell’Inter e storico capitano del Milan) e portano in dono al numero uno della Chiesa cattolica una maglia della propria squadra con scritto “Benedetto 16”.

Per stupirci ormai abbiamo bisogno di qualcosa di forte e per me questa era roba forte. Non sono un credente, ma credo (scusate il gioco di parole) che la religione sia qualcosa comunque di serio. Non credo che sia questo un modo per fare avvicinare le persone a Dio, piuttosto penso che tra i credenti praticanti veri, qualcuno si sia indignato come me.

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