Il picchio parlanteEuro 2012: seguiamo(parlando anche d’altro) o boicottiamo?

Quando ormai Euro 2012 è già iniziato con il pareggio tra i padroni di casa, Polonia, e la Grecia, e in seconda battuta, la roboante vittoria della Russia sulla Repubblica Ceca, mi piacerebbe torna...

Quando ormai Euro 2012 è già iniziato con il pareggio tra i padroni di casa, Polonia, e la Grecia, e in seconda battuta, la roboante vittoria della Russia sulla Repubblica Ceca, mi piacerebbe tornare ancora una volta sulle polemiche antecedenti l’evento. Soprattutto negli ultimi giorni si sono moltiplicate le voci di protesta che, a partire dalla cancelliera Angela Merkel, chiedono il rilascio dell’ex primo ministro Julia Timoshenko, detenuta in carcere (condannata a 7 anni) perchè avrebbe commesso reati di abuso di uffici; la Tmoshenko avrebbe inoltre, subito delle violenze durante il periodo di detenzione ed anche per questo, iniziato uno sciopero della fame.

Qualcuno ha parlato di guerra fredda, resuscitando il clima che si venne a creare negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. E molto probabilmente, il paragone risulta anche azzeccato dal punto di vista formale, visto la netta contrapposizione tra chi continuerà a boicottare gli europei per il caso Timoshenko e chi invece seguirà comodamente le partite di calcio in tribuna o in poltrona: come ha sentenziato Platini “Se molti boicotteranno ci sarà più posto in tribuna”.

Ma c’è anche un altro increscioso episodio che nei mesi antecedenti ha cercato di sensibilizzare quanto più possibile l’opinione pubblica su ciò che stava accadendo in Polonia ed Ucraina: uno sterminio di massa dei cani randagi, che tanto ha fatto scandalizzare gli animalisti così come la gente più sensibile. Alcune stime parlano di circa 20mila vittime tra cani e gatti, e chi ha visto quelle orrende immagini che ritraevano dei corpi dilaniati spero abbia rivolto più di qualche bestemmia agli animali che li hanno ridotti in questo modo.

Il calcio negli ultimi tempi è sempre più un misto di gioie e dolori. Da un lato l‘addio di Del Piero al suo pubblico di sempre, da un altro le vicende tristi del calcioscommesse che rompono pezzi di cuore. Ma spesso il calcio è un ottimo antidoto contro i problemi di tutti i giorni: problemi di natura politica, economica e sociale. Antidoto non nel senso che aiuta a curarli, ma anzi, diventa essenziale nello scavare la fossa in cui verranno sepolti i dibattiti delle varie problematiche. Quando si parla di calcio difficilmente si ricorda della Grecia (ma non solo) cha va a fondo come Stato; noi italiani ci dimentichiamo di avere un debito pubblico di quasi 2mila miliardi e così via.

Ecco, fino alla fine degli europei voglio sperare che non cali l’attenzione su questi argomenti, così come auspico che si continui a parlare ogni dì dell’efferato sterminio di quelle piccole, innocenti bestiole. Lo sport serve per divertirsi, e per chi lo pratica, per partecipare; non per distogliere l’attenzione da ciò che ci circonda. Altrimenti ci rende tutti un pò più ignoranti senza alcun arricchimento per la collettività.

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