Nota stonataGli Esteri in Italia

Mi riallaccio al primo post per denunciare, nel mio piccolo, un'altra cattiva abitudine delle redazioni digitali dei principali quotidiani italiani. Esteri. Siria. Avete notato come le vicende del ...

Mi riallaccio al primo post per denunciare, nel mio piccolo, un’altra cattiva abitudine delle redazioni digitali dei principali quotidiani italiani.

Esteri. Siria.

Avete notato come le vicende del paese mediorientale finiscano a singhiozzo in cima alle notizie da seguire? Magari il giorno prima si scriveva e parlava dell’ennesima decisione del Governo Monti e poi…BOOM! Strage in Siria!

“Un’altra?”

“Ma quando è stata l’ultima?”

“Boh, però è da un po’ di tempo che vanno avanti a scannarsi!”

Il titolo non può passare inosservato perché fra i morti “ci sarebbero dei bambini”. Accanto al titolo, una parolina in rosso: video. La scelta del colore non è casuale. Non sembra anche a voi un tentativo di solleticare gli istinti più morbosi del pubblico? Come a dire: “Sono stati uccisi donne e bambini, noi abbiamo il video. Vuoi vederlo?”.

Facciamo un piccolo passo indietro. Sono ormai mesi che in Siria le forze ostili al presidente Bashar al-Assad resistono ai numerosi tentativi di repressione portati avanti dal regime. Purtroppo non sono mancati gli spargimenti di sangue, più volte perpetrati dall’esercito siriano e sempre smentiti da Assad in persona. L’ultimo massacro in ordine di tempo è quello di Houla, cittadina nella provincia di Homs, dove, secondo l’opposizione siriana, sono state trucidate 88 persone.

Il torpore dei media italiani nei confronti della Siria viene interrotto soltanto in casi di eclatante violenza come quello appena descritto. È come se sul paese governato da Assad ci fosse un faro che funziona ad intermittenza, pronto ad accendersi soltanto per mostrare l’ennesimo bagno di sangue. Per il lettore diventa così impossibile comprendere a fondo il conflitto che sta sconquassando la Siria, un paese affacciato sul Mediterraneo e quindi di inevitabile interesse per l’Italia.

È evidente che in certe redazioni si ragioni così: se il conflitto in altri paesi non può essere usato per alimentare inutili beghe italiche fra partiti avversari (vedi Israele/Palestina) o se non ci si trova di fronte ad un massacro degno di tale nome, perché parlarne?

Già, perchè? Soprattutto quando è così semplice scrivere l’ennesimo articolo di retroscena politico.

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