Nota stonataIntervistare il vicino dell’assassino: serve?

Ha ancora senso, nel 2012, andare ad intervistare il vicino di casa del mostro di turno? Oggi tutti i giornali parlano di Giovanni Vantaggiato, il presunto attentatore di Brindisi che con la sua bo...

Ha ancora senso, nel 2012, andare ad intervistare il vicino di casa del mostro di turno? Oggi tutti i giornali parlano di Giovanni Vantaggiato, il presunto attentatore di Brindisi che con la sua bomba alla Scuola Morvillo Falcone ha stroncato la vita della 16enne Melissa Bassi. Ecco uno screenshot di Repubblica.it.

Nell’ultimo rigo trova spazio il vicino del benzinaio di Copertino che arriva a definire Vantaggiato “insospettabile”. Non è il classico “salutava sempre”, ma poco ci manca. Capisco che il giornalista voglia cercare di delineare la quotidianeità di uomo accusato di un gesto terribile. Questo desiderio si scontra però con un’altra dura realtà: i nostri vicini non li conosciamo poi così bene.

E allora tutti sono insospettabili, anche il maniaco che mangia la faccia ai bambini nel suo appartamento, ma mai prima di aver augurato un buongiorno all’anziana vicina sul pianerottolo. Insomma, quale rivelazioni ci si aspetta da una persona che ricorda a malapena il piano dove abiti?

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