Centomila perigli per l’occidentePrologo d’un viaggio in bici

                   Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt (Orazio)Lo spazio e il tempo sono le categorie nelle quali prende vita ogni esperienza, imprescindibili dimensioni della nostr...

Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt (Orazio)

Lo spazio e il tempo sono le categorie nelle quali prende vita ogni esperienza, imprescindibili dimensioni della nostra esistenza terrena; tant’è che la fisica – ovvero l’uomo che si interroga sul cosmo- le ha poste come fondamento di ogni descrizione che fa della natura.
Sarà per questo, oltre alla dimensione della scoperta, che il viaggio ha da sempre affascinato l’uomo: esso, infatti, lega indissolubilmente queste due dimensioni, le rende funzione una dell’altra, le fonde, facendo sì che la presenza di una sia giustificata dall’altra.

Oggigiorno, ossessionati dalla quantità, bulimici per costituzione, non si è potuto che snaturare quest’essenza. Si cerca in ogni modo di annullare le distanze, sia temporali che spaziali, di non sentirle più, di renderle inerti attraverso mezzi sempre più veloci: così da rendere l’esperienza di viaggio la più asettica e breve possibile. L’identico concetto che abbiamo per la cura delle malattie!

Nonché snaturare anche l’altra componente: la scoperta. La meta è divenuta standard, vessillo da esibire nell’eterna parata personale di Facebook, certificazione di una vita curiosa un “tanto al kg”, tranquilla, ma con tanta voglia di avventura.

Per reazione a tutto ciò, ho deciso di riscoprire e di rendere onore ad una forma di viaggio relegata ad un gruppo troppo esiguo (ma ben armato) di amatori, il cicloturismo.
Riscoprendo in questo modo le distanze, sentendole direttamente nei miei muscoli e, nel lento viaggiare, cogliere quell’infinità di particolari che altrimenti sfuggirebbero.
Secondo, ma non di secondaria importanza, aver come meta meraviglie a pochi km dalla propria casa che, nella foga del turismo di massa, vengono ignorate.

L’intenzione dei miei post sarà quella di descrivere sia la dimensione del viaggio, riportando le particolari sensazioni che un viaggio in bici offre; sia analizzare, nel limite delle mie possibilità, le perle artistico-architettoniche che la nostra Italia offre – maggiormente nei dintorni di Roma, ma qualche viaggio un po’ più lungo è previsto…- e, non ultimo, riportare le riflessioni che i viaggi e le mete, di volta in volta, mi suggeriscono.Mi auguro che sia di gradimento.

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