Sic et simpliciterQuando un sondaggio fa più paura dello spread

Nel momento in cui Berlusconi - dal predellino - varò la nascita del Pdl Fini, sprezzante, bollò l'iniziativa sostenendo di esser giunti «alle comiche finali». E cosa pensa l'ancor oggi presidente ...

Nel momento in cui Berlusconi – dal predellino – varò la nascita del Pdl Fini, sprezzante, bollò l’iniziativa sostenendo di esser giunti «alle comiche finali». E cosa pensa l’ancor oggi presidente della Camera, a distanza di quattro anni, dal momento che quello di un comico è diventato il terzo partito d’Italia e tallona Pd e Pdl?

L’ultimo sondaggio di Demos, pubblicato su La Repubblica di oggi, lascia pochi spazi all’interpretazione. Il Movimento 5 stelle di Grillo, dal misero 3,6% del settembre 2010, in un anno e mezzo ha quadruplicato il suo successo raggiungendo un inquietante 16,5%; inversamente proporzionale la parabola del Pdl, che dal 37,3% di consenso – che gli valse la maggioranza per andare al governo nel 2008 – si ferma oggi al 17,4%. La distanza tra Grillo e Berlusconi, dunque, si racchiude in meno di un punto percentuale.

Ma dire che il partito di Grillo brilli di luce propria sarebbe un’eresia. Le stelle nel suo simbolo, restando in tema astrale, dovrebbero essere sostituite con i pianeti. È noto, infatti, che i pianeti del nostro sistema solare non brillano di luce propria, ma di quella riflessa dal sole. Barba non facit philosophum: l’exploit di Grillo, infatti, non è dettato dalle sue brillanti capacità politiche, ma dal “sole” dell’antipolitica, che nell’ultima tornata elettorale non ha fatto sconti ad alcuno. Quello del Movimento 5 stelle, come molti partiti-meteora della nostra storia repubblicana, è riuscito a raggiungere vette altissime di consenso pescando voti nei delusi di centrodestra e di centrosinistra. Il vecchio che avanza non convince più, né convince la retorica populista dei partiti di oggi, quindi l’elettorato ha preferito premiare il “nuovo a tutti i costi”. Anche se guidato da un comico.

I partiti, anziché rendersi conto del de profundis sembrano sempre più confusi. Berlusconi lancia boutade puntualmente smentite il giorno dopo; Bersani sfoglia la margherita del Monti si – Monti no; Casini, come Penelope, tesse e disfa nuovi soggetti politici che lasciano il tempo che trovano.

La nostra impressione, dunque, è che i partiti siano letteralmente… partiti. Quando si decideranno a tornare?

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