Le FlâneurQuegli urli in conferenza stampa erano per l’illusione del Pirlo

Cara lettrice, Caro lettore che Paese meraviglioso che è il nostro.  Si chiacchierava l’altro giorno della possibilità di licenziare i dipendenti pubblici, quelli che una volta venivano chiamati im...

Cara lettrice, Caro lettore
che Paese meraviglioso che è il nostro.
Si chiacchierava l’altro giorno della possibilità di licenziare i dipendenti pubblici, quelli che una volta venivano chiamati impiegati statali. Dice, chi analizza queste cose per mestiere, che rendono poco e che sono poco interessati al bene della Nazione. A noi non interessano queste polemiche, ma una cosa ci è chiara da ieri pomeriggio. Se non della Nazione, costoro sono molto partecipi delle sorti della nostra nazionale italiana giuoco calcio. Solo in Italia, e in pochi altri posti che non esistono sullo stradario del Touring Club, è possibile interrompere una solenne conferenza stampa di un Capo di Stato e un Capo di Governo, con degli urli disumani per festeggiare il goal di un giocatore della nazionale italiana giuoco calcio, tale Pirlo (che strano cognome). I soliti moralisti/opinionisti si sono inalberati, puntando il ditino a destra e a manca, sostenendo che almeno negli uffici pubblici occorrerebbe tenere un certo contegno e non lasciarsi andare agli istinti primordiali. Ma quale sciagura sono per il popolo italiano gli opinionisti/moralisti!
Quel goal, quell’insulso gonfiarsi di una rete, sarebbe stato il segno di ripresa dell’Economia italica. Innanzitutto le strade si sarebbe riempite di caroselli festanti. Dunque i benzinai avrebbero gioito e i vigili trovato finalmente un senso al loro lavoro poco urbano. Dai portoni sarebbero sbucati dei venditori ambulanti con al braccio bandiere e sciarpe celebrative che sarebbero andate letteralmente a ruba. Finito il carosello ognuno avrebbe fatto a spinte per accomodarsi ai tavoli dei ristoranti. Il giorno dopo tutti avrebbero passeggiato con sottobraccio una copia di un quotidiano sportivo con titolo a nove colonne “Italia avanti così”. Insomma via di questo passo l’economia avrebbe girato con te e con quel pallone che rotolava in fondo alla rete. Invece nulla.
E dire che il professor Mario Monti, interrotto dagli urli, senza scomporsi di una virgola, aveva detto al suo illustre interlocutore “E’ in corso una partita di calcio, signor Presidente. Daranno il massimo contributo allo sviluppo solido e armonioso della nostra Casa Comune europea”. Ma niente. E dire che si era tanto raccomandato, per tramite del suo messo in Polonia, tale Giorgio Napolitano, che la nazionale si impegnasse per vincere. Invece nulla. Nisba. Solo uno sconsolante senso di desolazione. Eppure per un attimo la Nazione si era rialzata e quegli urli che avevano interrotto la conferenza stampa di Monti avevano strappato un sorriso persino agli Opinionisti/moralisti.
La Germania, tanto per dire, è a punteggio pieno. Sei punti conquistati in due partite. Frau Angela Merkel aveva chiesto di conquistare la Polonia e la squadra tedesca si è applicata di buona lena. Noi dovevamo conquistare Fiume, Zara e Ragusa di Dalmazia, ma nulla. Né la ripresa economia, né le pretese territoriali. Che sciagura gli opinionisti moralisti.
Ad ogni modo, che Paese straordinario che è l’Italia.

Cordialità
GianMaria D’Aspromonte

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