ElleBoItalia Futura e Fermiamo il Declino pronti per la “scesa in campo” ad autunno?

Ci si aspettava per il luglio la “scesa in campo” ufficiale di Luca Cordero di Montezemolo con il suo movimento Italia Futura, fatto crescere in tutta fretta nel periodo invernale-primaverile. Inve...

Ci si aspettava per il luglio la “scesa in campo” ufficiale di Luca Cordero di Montezemolo con il suo movimento Italia Futura, fatto crescere in tutta fretta nel periodo invernale-primaverile. Invece non c’è stato nulla: né il discorso né la convenzione nazionale che avrebbe dovuto trasformare l’associazione in partito. C’è troppa instabilità politica – devono aver pensato gli uomini di Montezemolo – per presentare al paese il nuovo movimento.

Poi è arrivato “Fermare il Declino” di Oscar Giannino, il manifesto che avrebbe dovuto scuotere l’ambiente liberale italiano, vicino a Italia Futura, e convincere i big a fare il primo passo nell’arena politica. Se n’è fatto un gran parlare nei mesi successivi poi sono arrivate le vacanze, e si sa, ad Agosto anche la politica va in vacanza.

Invece anche ad Agosto Italia Futura e Fermare il Declino preparano il terreno per l’autunno nella speranza che il clima politico torni favorevole ad una “discesa in campo” della figura del grande imprenditore che ama il suo paese e che è pronto a fare un sacrificio.
La contro prova? La lettera apparsa sul Corriere e in versione integrale pubblicata sui siti dei due movimenti.

Non sarà facile presentarsi nell’autunno caldo che attende il paese. Che però, incredibilmente, può essere una grande occasione per fare una campagna elettorale di forte impatto imprenditoriale che tanto piace agli italiani.

Sara l’autunno il momento dell’annuncio? Lo si intuisce nella lettera:«Occorre invece ripartire dalle idee sul da farsi, discutere alla luce del sole evitando tavoli segreti ed improbabili conciliaboli confessionali, coinvolgere chi dalla società civile ha deciso di impegnarsi in prima persona e aprire le porte alle personalità che nei diversi partiti condividono agenda e valori: così si può dare vita ad un soggetto politico nuovo, popolare, liberale e riformatore che abbia l’ambizione di diventare il primo partito italiano».

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