A metà tra la terra e il cieloSposati e sii sottomessa, Costanza Miriano

“Perché dovrei sposarmi?” Lo sa bene, lei, alle prese con quattro figli e con “un solo uomo che ti gira per la casa, sempre lo stesso, il pacchetto completo compreso di estraneità periodica, signor...

Perché dovrei sposarmi?” Lo sa bene, lei, alle prese con quattro figli e con “un solo uomo che ti gira per la casa, sempre lo stesso, il pacchetto completo compreso di estraneità periodica, signoria sul telecomando, silenzi assoluti”.

Oltre a essere giornalista al tg3, Costanza Miriano è autrice del libro Sposati e sii sottomessa (Ed. Vallecchi, pp. 248), dove porta a galla la meravigliosa fatica del matrimonio. Una lettura divertente, ironica e vera. Una raccolta di undici lettere ad amici del cuore dove ricorda la paura e il coraggio di affidare la propria vita a un’altra persona, “una cosa da brivido, a pensarci bene”. Un susseguirsi di esilaranti quadretti estremamente famigliari tra casa, famiglia e lavoro senza mai perdere di vista lo smalto di Chanel o l’ultima borsa di Dior.

Costanza testimonia che si può vivere – sopravvivere felicemente – anche dopo tanti pannolini sporchi, lavatrici e notti insonni, anche se “ci sarà qualcosa che non va” e ti sembrerà di essere in crisi di coppia quando lui, a letto, fisserà muto il soffitto. Il segreto? “Si chiama sacrificio: la fatica non è più un intoppo, ma l’altro nome dell’amore; non è qualcosa che frustra l’amore, ma che lo fa crescere”. E tutto trova senso in una profonda fede in Dio, o meglio nel Principale, con cui è necessario discutere, lamentarsi e affidarsi. Solo così si trova la carica per accogliere, essere la vita e amare senza misurare: in una parola “sottomesse nel significato di stare sotto, sostenere, sorreggere perché sotto si mette chi è più solido e resistente, perché è chi sta sotto che regge il mondo”.

Una grande responsabilità che impone scelte importanti, definitive. Come quella di scegliere la Vita al posto dell’aborto, di sapere conciliare famiglia e lavoro o fare la mamma a tempo pieno, e ancora di chiudere la porta per il Sì del per sempre. Forse sarà straordinariamente e meravigliosamente difficile, “ma a che serve vivere se non costruisci qualcosa che ti superi?”.

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