Nuovo MondoDue potenziali presidenti sotto le gonne delle mogli

                  Altro che Iran, Afghanistan, il paese con il più alto tasso di sfruttamento femminile sono gli Usa ed ad attuare questa incresciosa pratica sono gli uomini che aspirano alla Casa ...

Altro che Iran, Afghanistan, il paese con il più alto tasso di sfruttamento femminile sono gli Usa ed ad attuare questa incresciosa pratica sono gli uomini che aspirano alla Casa Bianca, alla carica, almeno una volta, di presidente più potente del mondo.

A Charlotte è in corso la Convention del Partito Democratico (quello serio, non quello italiano ovviamente) che segue di una settimana quella dei Repubblicani tenutasi in Florida a Tampa ed invece di vedere i due sfidanti, Barack Obama e Mitt Romney, scaldare le folle, ideare slogan efficaci, mostrare un reale progetto di governo, li ritroviamo nascosti sotto le gonne delle rispettive consorti Michelle Obama e Ann Romney.

Che vergogna, anzi che vergogna doppia! La verità è che i nostri due eroi, mandano avanti le donne perché non hanno nulla da dire, perché in tempo di crisi le promesse costano caro e se Obama può solo rivendicare una riforma sanitaria a metà, ma non può di certo insistere sul fatto che ha speso montagne di soldi date al buon Marchionne o ai banchieri, purché operai e risparmiatori non giungessero con le clave sotto la Casa Bianca (ma in ogni caso l’alta finanza ci ha guadagnato e la manodopera arranca ancora), Romney addirittura chiede di resettare il bilancio Obama, per la serie, torniamo a giocare ai soldi ed al divertimento incontrollato della finanza dell’epoca Bush.

Quindi le due Convention sono diventate due passerelle melodrammatiche con l’apparizione di Ann Romney tanto malata eppure tanto coraggiosa che racconta il marito affettuoso, il padre amorevole e poi con quella di Michelle Obama, che tra l’altro abbiamo già visto in tutte le salse, dalla coltivazione dell’orticello alle flessioni, dal ballo alle barzellette e che per l’ennesima volta ha raccontato di quanto è forte, bravo, affidabile suo marito.

“Io ci sto insieme da 43 anni, lo conosco bene…Io l’ho conosciuto quando eravamo nei bassifondi di Chicago, so chi è Barack, fidatevi”. Non sembrano elezioni presidenziali, ma riunioni di condominio dove bisogna scegliere il caposcala e la cosa più triste è che le donne si siano ancora una volta prestate a questo gioco nella più grande democrazia del mondo, dove, a differenza di Brasile, Argentina, Cile, Germania, Gran Bretagna, una donna non è mai stata presidente, perché preferisce fare la “Chief family officer” della Casa Bianca. Meglio l’Italia, almeno qui, non c’è speranza.

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