Una voce poco faMoroni via da Banca Esperia, e la joint venture Mediobanca-Mediolanum rischia di veder volare più di un miliardo

In Banca Esperia, l’alleanza nel private banking fra Mediobanca e Mediolanum, Stefano Moroni c’era sin dall’inizio. In dieci anni di lavoro, il banchiere privato e il suo team sono stati capaci di ...

In Banca Esperia, l’alleanza nel private banking fra Mediobanca e Mediolanum, Stefano Moroni c’era sin dall’inizio. In dieci anni di lavoro, il banchiere privato e il suo team sono stati capaci di attrarre risparmio di clientela benestante per oltre 1,2 miliardi di euro. Ora il sodalizio si è rotto. Moroni andrà a lavorare per la banca elvetica Pictet. Sembra che lo seguiranno diversi banker. Esperia corre il rischio di subire un pesante deflusso di masse in gestione, circa il 10% del totale gestito (13 miliardi circa). Non che sia automatico: la banca guidata da Alberto Cingoli ha già attivato le contromisure e chi è rimasto sta tempestando di telefonate i clienti per cercare di trattenerli. Ci vorranno un po’ di mesi, e forse anche un anno, per capire come andrà a finire. È in momenti come questi che la credibilità di un private banker (o di un promotore finanziario) viene messa alla prova: se riesce a farsi seguire dai clienti, vuol dire che il suo “brand” personale vale più di quello della banca per cui lavora. In Italia Pictet sta conducendo un’aggressiva campagna di acquisizioni di personale. E non è la prima volta che pesca in Esperia: prima di Moroni, c’è stato Alessandro Andreoli, responsabile della sede di Bologna di Pictet, che un anno fa lasciò Esperia riuscendo a traghettare quasi tutto il suo portafoglio clienti nella mani della banca svizzera. 

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