Musica in transizione

Il piu’ popolare quotidiano del Cairo, Al Ahram (Le piramidi), fondato nel 1875, pubblica sul suo portale web in lingua inglese la top 10 dei video musicali indipendenti prodotti durante l’anno che...

Il piu’ popolare quotidiano del Cairo, Al Ahram (Le piramidi), fondato nel 1875, pubblica sul suo portale web in lingua inglese la top 10 dei video musicali indipendenti prodotti durante l’anno che si è appena chiuso. Indie music e non solo per sostenere quella che definisce “una scena musicale indipendente in costante crescita ed innovativa”. Noi ci crediamo e qui vi spieghiamo il perche’.

Al n. 1 piazza il video del gruppo City Band dal titolo Ana Mawgood (Io esisto). Definito “uno dei piu’ innovativi” del 2012 è girato in stop motion ed è diretto da Ali Khaled, fotografia di Sima. Credo si possa dire che il video, che parla del sacrificio di attivisti e civili, ha fatto il giro del mondo arabo. A mostrarmelo, per la prima volta, furono l’anno scorso a Rabat gli attivisti marocchini del movimento 20 febbraio. Al n. 2 esordisce l’electo music made in Egypt dei Neobyrd con il brano My Sweet Heartless prodotto dalla Cairo Jazz Club Agency. Il genere è esploso l’anno scorso anche grazie all’apertura di spazi come 100Copies Music Space (Downtown Cairo) dell’omonima etichetta indipendente che era nata qualche anno prima per produrre musica elettronica in Egitto. La fisarmonica di Youssra El-Hawary con il video El Soor (Il muro) è invece al terzo posto. A luglio ne parlava in un grazioso articolo qui il Rolling Stone Online. Le straordinarie riprese sono state realizzate intorno ad uno dei muri di cinta eretti dai militari nei pressi di Piazza Tahrir. Sono di Sara Yehia. Ma non c’è un nome per la direzione, perché, come sostiene Youssra, “non c’è sempre bisogno di un direttore”. Chissa’ … .

 https://www.youtube.com/embed/H4oMi4pWv9o/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Per conoscere il significato del testo basta andare sul blog Cantare la Rivoluzione che traduce in italiano le canzoni della Rivoluzione egiziana (santi numi!, pure questo si trova sul web). Il n. 4 è occupato dalla boy band The Percussion Show con Body Percussion. Il video diretto da Mohamed Shaker – lo stesso di Sout El Horeya (La voce della liberta’) – è stato girato all’interno di un vecchio appartamento color pastello a downtown Cairo, e propone una coreografia travolgente. L’ironia di Like Jelly con il video Noor El Shams (La luce del sole) è invece al quinto posto. Ha un sorprendente finale che propone immagini di vecchi film della colossale industria cinematografica egiziana.

Bene. Per il momento chiudo qui perchè il blogpost troppo lunghi non mi piacciono. Appuntamento a martedi’ con il resto della hit.