NewsBanditeNon più smagliature! Ci pensiamo noi: dipingiamo le calze sulle vostre gambe

Cosa fareste se un giorno calzini e collant dovessero scomparire da tutti i negozi, persino da quelli online? Lucio Dalla una volta raccontò di quella sera che si colorò i piedi e si esibì coi fi...

Cosa fareste se un giorno calzini e collant dovessero scomparire da tutti i negozi, persino da quelli online?

Lucio Dalla una volta raccontò di quella sera che si colorò i piedi e si esibì coi finti calzini in un locale di Torino, per non sentire le solite prediche dei padroni del posto. Ci avreste mai pensato, voi, a dipingervi le gambe per il semplice motivo che non avreste avuto altro che tempere diluite da metterci su?

Foto e cartoline d’epoca scattate in America ci raccontano questa come la soluzione ideata per le donne cui la seconda guerra mondiale aveva portato via fidanzati, mariti, amanti e calze di nylon

“No more ladders! We paint your stockings on your legs”

“Non più smagliature! Dipingiamo le calze sulle vostre gambe”,

recitava uno slogan del tempo.

L’espediente in realtà era la risposta ad un’esigenza sociale concreta. Dopo nemmeno due anni di produzione, lanciate dalla DuPont, di Seaford, Delaware, le calze di nylon iniziarono a sparire da negozi e bancarelle, fino a diventare del tutto irreperibili e scatenare la disperazione delle signore che ne erano state completamente stregate tanto da dare l’assalto ai negozi….

Con l’ingresso degli Stati Uniti in guerra, però, si era preferito riservare a all’industria bellica questo straordinario tessuto (inventato nel ’35 da Wallace H. Carothers, di Wilmington), per costruire paracadute e tende.

C’è chi racconta che le ultime calze rimaste furono portate dai soldati con sé in Europa, offerte in dono alle giovani britanniche…In attesa tornassero a casa insieme ai propri uomini e, soprattutto, nei negozi, le signore americane si davano all’arte coi pennelli e miscugli di The e creme, oppure con un liquido speciale che con meno fortuna girava già prima della guerra, il “liquid stocking” in lozione, crema e spray.

Per le donne più pigre o più viziate vennero aperti dei centri estetici appositi, detti leg bar, come quello di Helena Rubinstein;

“con l’eye lyner si disegnavano la cucitura centrale”

Terminato il conflitto, a sole due settimane dalla resa del Giappone, la DuPont riprese la produzione delle calze di nylon,mentre le aziende cosmetiche continuarono con le pozioni coloranti ancora per qualche anno. E non solo in America…

“lo stocking liquid continuò ad essere prodotto e promosso anche quando fu ripristinata la produzione delle calze di nylon”

Per approfondire e per vedere altre splendide foto iniziate un altro “viaggio” da qui:

Smithsonianmag o Cosmeticanskin

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