Pizza ConnectionGelli, Ciancimino e quell’incontro a Cortina

Il Maestro Venerabile della Loggia P2 Licio Gelli e' stato sentito come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia.  Non ha potuto avvalersi della facolta' ...

Il Maestro Venerabile della Loggia P2 Licio Gelli e’ stato sentito come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia. Non ha potuto avvalersi della facolta’ di non rispondere in quanto sentito in status di “persona informata sui fatti”. Il capo della P2 era insieme al suo legale che, pero’, non ha partecipato all’interrogatorio.

Ad Arezzo, secondo quanto riportato dall’Ansa si sono recati i pm di Palermo, Vittorio Teresi e Roberto Tartaglia. Uno spunto probabilmente arriva riguardo a un episodio raccontato da Massimo Ciancimino, figlio di don Vito. “Mio padre – racconta Ciancimino ai magistrati di Caltanissetta il 31 marzo del 2009 – partecipò anche ad un incontro di una forza autonomista a Roma (che si svolgeva in Via Aurelia, come preciso in sede di verbalizzazione), ove era presente anche Licio GELLI. Ricordo che mio padre si fece accompagnare da me, nell’agosto del 1991 o del 1992, anche a Cortina d’Ampezzo ove incontrò proprio GELLI dopo la riunione di cui ho parlato”.

Sarà questo il motivo dell’interrogatorio di Teresi e Tartaglia a Gelli? Può darsi, ma non solo, dato che la P2 ha fatto capolino più volte negli anni delle stragi. Gelli ha poi riferito al suo legale che i pm “mi hanno fatto dei nomi, ma io non li conoscevo, solo uno l’ho sentito nominare sul giornale”.

Oltre a Ciancimino anche il pentito Tullio Cannella, ad esempio, racconta di un incontro, a cui avrebbe partecipato anche l’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino, a Lamezia Terme, a settembre del 1991, per costituire una sorta di Lega del Sud.

Peccato che su alcuni punti Ciancimino, non sia stato sempre coerente con le sue dichirazioni. Tanto che la stessa procura di Caltanissetta, che ha indagato e indaga sulla stagione stragista, arriva a scrivere che “sussiste un grande “problema probatorio” nelle dichiarazioni rese da Massimo CIANCIMINO.

Un problema probatorio che purtroppo ha inficiato la vicenda dei processi sulle stragi, che hanno ricevuto nuovo impulso proprio in seguito alle memorie del Ciancimino e alle “smemorie” di altri, come abbiamo più volte scritto su questo blog.

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