Il festival del Re

Alla serata di apertura ci sarà una sostanziosa esibizione di Rihanna, che qui fa tappa prima di sbarcare in Europa con il suo Diamonds World Tour. Negli altri giorni, su sette stage ognuno dedicat...

Alla serata di apertura ci sarà una sostanziosa esibizione di Rihanna, che qui fa tappa prima di sbarcare in Europa con il suo Diamonds World Tour. Negli altri giorni, su sette stage ognuno dedicato ad un particolare tipo di musica, sarà il turno fra gli altri di David Guetta, George Benson, Mika, The Jacksons. Tutti in uno stesso cartellone. Si presenta come un vero e proprio delirio di pop star internazionali l’edizione di quest’anno del Festival Mawazine – Rhythms of the World, che dal 24 maggio all’1 giugno trasforma Rabat da capitale amministrativa del Marocco a quella mondiale della musica.

L’evento è giunto alla sua dodicesima edizione (di quella dell’anno scorso mi ricordo l’energica partecipazione di Lenny Kravitz), ed è patrocinato dal governo di sua maestà, Re Mohammed VI, e sponsorizzato da una private venture che dal 2005 sborsa un budget colossale di cui – fra mille polemiche sull’origine dei finanziamenti e le proteste degli attivisti per i costi enormi – non è ancora stata divulgata l’entità.

Come negli altri anni, non mancheranno soprattutto le star regionali: dal rai dell’algerino Cheb Mami, al pop dei libanesi Najwa Karam e Walid Toufiq, al rock dei giovani marocchini The Basement e il rap dei Casa Crew, ma anche il blues dei gruppi africani Tinariwen e Africa United, e molti altri. In realtà, nel caso del Marocco, non c’è molto di cui stupirsi. Nel paese arabo che si vanta di aver scongiurato la Rivoluzione nel 2011 con una serie di riforme partite dall’alto, da anni i giovani hanno accesso ad una scena musicale piuttosto sofisticata, tra gruppi rock, rap, hip-hop (la scena di Casablanca è la piu vivace del mondo arabo) ed heavy metal, mentre sono lontani i tempi in cui le band piu’ scatenate finivano in galera per le accuse degli islamisti di satanismo. Anche se c’è ancora chi li accusa di snaturare l’identità marocchina con la loro musica. Nell’edizione di quest’anno, spunta anche un nome italiano. Quello dell’interprete e compostrice di jazz e bossa nova Patrizia Laquidara. Info su Twitter: @FestMawazine .

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