Va’ pensieroIl Fondo Globale funziona, ma l’Italia non paga più

 L'italia, sempre più ripiegata su se stessa, dimentica i suoi obblighi rispetto alla comunità internazionale, non mantiene le promesse, mostra il volto di un Paese egoista o almeno indifferente....

L’italia, sempre più ripiegata su se stessa, dimentica i suoi obblighi rispetto alla comunità internazionale, non mantiene le promesse, mostra il volto di un Paese egoista o almeno indifferente.Così, negli ultimi tre anni, l’Italia non ha più finanziato il Fondo Globale, l’istituzione internazionale di finanziamento impegnata a raccogliere e distribuire risorse per prevenire e curare tre big killers: Aids, tubercolosi (Tbc) e malaria.

Fra i Paesi del G8 l’Italia è l’unico a non aver finanziato il Fondo in questi ultimi anni. Eppure ci ha sempre creduto, fin da quando, al G8 di Genova nel luglio del 2001, fu decisa la creazione del Fondo. Dal 2002 l’Italia ha versato nelle casse del Global Fund 790 milioni di euro, una cifra che ci pone all’ottavo posto fra i Paesi donatori. Ma poi il flusso dei finanziamenti si è fermato. Si dirà: colpa della crisi e della spending review. In parte sì. Anche la Spagna, un altro Paese colpito dalla crisi, ha smesso di versare contributi al fondo. Però altri Paesi dove la crisi non ha fatto sconti, come l’Irlanda e il Portogallo, continuano a fare la loro parte. Così come alcuni Paesi africani, ad esempio Rwanda e Namibia. Danno poco, ma almeno danno. L’Italia, zero. E pochi giorni François Hollande ha annunciato che la Francia verserà al Fondo per il prossimo triennio oltrre un miliardo di euro (la Francia è al secondo posto fra i donatori, dopo gli Stati Uniti e prima del Regno Unito).

Questa assenza dell’Italia è scandalosa, anche perché il Global Fund funziona. Dal 2002 ha sostenuto un migliaio di programmi in 151 Paesi, ha salvato milioni di vite, ha esteso cure e farmaci a fasce di popolazione mondiale che un decennio fa pativano tassi di mortalità altissimi.

Nel dicembre del 2012 l’allora premier Mario Monti scrisse all’Osservatorio Aids e alla LILA facendo intravedere la possibilità di uno stanziamento aggiuntivo a favore del Fondo. Ma i soldi per il Fondo poi non sono più arrivati. Nei giorni scorsi i dirigenti del Fondo, in missione a Roma, hanno avuto contatti con il Ministero degli esteri e con alcuni parlamentari. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha lanciato un appello perché il Fondo “riceva i contributi promessi il prima possibile”. Chissà se il tema è dfi qualche interesse per quei politici che in questi giorni discutono e litigano su rimpasti di governo e moratorie sui temi etici.

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