ItaliAmoChi rispetta gli animali rispetta (anche) le persone

Chi rispetta gli animali rispetta sempre (anche) le persone. Ma chi non rispetta gli animali non rispetta alcunchè. A cominciare da se stesso. Nel periodo delle vacanze inizia quella vergognosa pra...

Chi rispetta gli animali rispetta sempre (anche) le persone. Ma chi non rispetta gli animali non rispetta alcunchè. A cominciare da se stesso.

Nel periodo delle vacanze inizia quella vergognosa pratica dell’abbandono dei nostri amici a quattro zampe. Un’abitudine disgustosa (troppo) praticata da persone che certo non esito a definire bestiali.

Anche per contrastare questo “fenomeno” estivo è con gioia che accolgo le nuove norme che cancellano il divieto di entrare nei luoghi pubblici degli animali da compagnia. E che, de facto, riconosce una valenza sociale, ed anche giuridica, al rapporto fra animali domestici ed i loro proprietari.

Secondo le nuove leggi infatti il Comune riconosce appunto “la valenza sociale” del rapporto tra esseri umani e animali d’affezione ed opera perché il rispetto verso i nostri amici a quattro zampe sia promosso anche nel sistema educativo, a partire dalla scuola dell’infanzia ed elementare.

Il regolamento elenca doveri e responsabilità del detentore di cani e gatti – ad esempio, la custodia, il controllo della riproduzione, le precauzioni contro danni a terzi o aggressioni – e alcuni significativi divieti come quello di legare gli animali alla catena, di venderli a minorenni, di detenerli se si sono riportate condanne, o è stato accolto il patteggiamento, per maltrattamento o uccisione, di lasciarli cronicamente soli, di condurli al guinzaglio da qualsiasi mezzo di locomozione, di utilizzarli per l’accattonaggio, di offrirli in omaggio o in premio (come ancora accade in molte lotterie di paese).

Qualora il detentore, “per seri e comprovati motivi”, non sia più in grado di tenere l’animale, è previsto che ne dia comunicazione all’Asl e al Comune affinché le strutture pubbliche o private convenzionate possano gestire l’accoglienza. Il regolamento, inoltre, riconosce e promuove, quale strumento alternativo per la lotta al fenomeno del randagismo, la figura del “cane di quartiere” o, più propriamente, del “cane libero accudito”: le condizioni per il riconoscimento sono definite dal servizio veterinario delle Asl competenti.

I titoli sul libero accesso degli animali riprendono ed approfondiscono il testo delle ordinanze-tipo presentate l’anno scorso e già fatte proprie da molte amministrazioni. La regola generale è che l’accesso è libero ovunque la legge non lo vieti, purché i cani siano muniti di guinzaglio e, solo all’occorrenza, di museruola e i gatti viaggino in trasportino.

Viene concessa la facoltà di non ammettere gli animali negli esercizi pubblici che, presentata documentata e motivata comunicazione al Sindaco, predispongano appositi e adeguati strumenti di accoglienza, atti alla custodia degli stessi durante la permanenza dei proprietari all’interno del medesimo esercizio.

Con guinzaglio e museruola, è consentito ai cani l’accesso alle case di riposo e in “apposite aree” degli ospedali, dove potranno “far visita” ai proprietari ricoverati, e nei cimiteri.

Sono dettate regole anche per affrontare i momenti più spiacevoli: l’eventuale fuga o smarrimento dell’animale domestico, la soppressione, ammessa soltanto se gli individui sono gravemente malati e non più curabili e previo benestare dell’Ufficio competente per la tutela degli animali, e l’inumazione.

Su tutto il territorio comunale si propone il divieto, in qualsiasi forma, di esposizione, spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche.

Tra le eccezioni sono ammessi i circhi, tutelati dalla legge del 1968, purché osservino le linee guida “per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti” emanate dalla Commissione Scientifica CITES del Ministero dell’Ambiente. Sono prescrizioni severe e dettagliate, specie per specie. A danno dei contravventori è disposta la sospensione immediata dell’attività.

Per le violazioni del regolamento, non punite dalla legge, sono previste sanzioni amministrative da 150 a 500 euro e, nei casi previsti dalla legge, la confisca degli animali.

Concludo augurandovi buone vacanze, che personalmente trascorrerò anche con Priscilla (la nostra “figlia” a quatro zampe), e dandovi appuntamento a fine agosto. Sempre su #Italiamo sempre su #Linkiesta

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